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Tomaino in piazza con i lavoratori Konecta

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Caso Konecta. Due mobilitazioni, due flash mob a Crotone e Catanzaro per i 74 lavoratori ex Lap: Confial chiede risposte su occupazione, progetto industriale e fine della precarietà in Calabria. Tomaino (Confial) sul destino di 74 lavoratori: «Non si può stare in silenzio»


CROTONE – Due flash mob pacifici, due città e un unico obiettivo: porre fine alla precarietà dei 74 lavoratori ex Lap e riaprire un confronto serio e costruttivo sul loro futuro. È questa la linea tracciata dal segretario provinciale della Confial, Fabio Tomaino, che ha annunciato le mobilitazioni del 22 aprile alle ore 10 in Piazza della Resistenza a Crotone e del 23 aprile alle ore 10.30 presso la Cittadella regionale di Catanzaro. Due appuntamenti simbolici, ma dallo spirito combattivo, che vogliono accendere i riflettori su una vertenza ormai divenuta emblema delle difficoltà che attraversano il tessuto produttivo calabrese.

KONECTA, EX LAP, DUE MOBILITAZIONI PACIFICHE


«I lavoratori non sono più disposti a restare in silenzio – afferma Tomaino -. Lo hanno già dimostrato nella vertenza ex Abramo e oggi non intendono assistere passivamente all’ennesima occasione persa». L’idea di trasformare Crotone in un hub nazionale della digitalizzazione resta, nelle parole del sindacalista, «una sfida giusta», ma per concretizzarsi ha bisogno di una base solida: «Serve un progetto industriale serio – spiega – capace di generare occupazione stabile e di restituire sviluppo, economia e fiducia alla Calabria». La Confial rivendica un impegno costante che parte da lontano.

TOMAINO, CONFIAL: «SERVE PROGETTO INDUSTRIALE SERIO»


«Abbiamo denunciato le criticità già il 24 luglio 2025 – ricorda Tomaino – quando il progetto era ancora recuperabile. Abbiamo segnalato disorganizzazione, ritardi, assenza di protocolli e sedi inadeguate, mentre qualcuno preferiva voltarsi dall’altra parte. Oggi i fatti ci danno ragione».
Per il sindacato, è giunto il momento di voltare pagina: «Quel modello di gestione e di vigilanza ha fallito. Chi ha fatto finta di nulla ne è parte. Abbiamo interessato gli organi giudiziari competenti perché passi un messaggio chiaro: non si può venire in Calabria, utilizzare risorse del territorio e lasciare dietro soltanto precarietà.
Le responsabilità devono emergere e chi ha sbagliato deve risponderne».

LA RICHIESTA DI UN TAVOLO IN PREFETTURA

La Confial sostiene la proposta del Sindaco di Crotone di convocare un tavolo in Prefettura, considerandolo «un passaggio necessario per ristabilire il dialogo e pretendere risposte da chi finora le ha evitate».
Serve – insiste Tomaino – un cambio di passo netto, con partner industriali credibili e una visione capace di offrire prospettive reali ai lavoratori e all’intera comunità calabrese».
Il segretario provinciale ribadisce che questa battaglia non si fermerà: «Noi continueremo a stare dove siamo sempre stati: tra i lavoratori, nelle piazze, e nei luoghi dove si difende la dignità. Ma nessuno deve strumentalizzare questa lotta per fini elettorali. Le mobilitazioni devono essere momenti di verità, non passerelle politiche. Ci aspettiamo – prosegue Tomaino – la presenza concreta di chi ricopre ruoli istituzionali e politici. Non per mettersi in mostra, ma per assumersi responsabilità vere»

LA CRISI DI KONECTA E LE MOBILITAZIONI


I numeri danno la misura della crisi: Konecta ha assunto complessivamente 894 lavoratori distribuiti tra le sedi di Crotone (574), Rende (231) e Settingiano (89). Di questi, 654 sono oggi coinvolti nella richiesta di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) presentata dall’azienda e attiva fino al 31 dicembre 2026, operando prevalentemente nelle attività di dematerializzazione delle cartelle cliniche: 387 a Crotone, 180 a Rende e 87 a Settingiano.
Una vertenza che parla con la forza dei numeri e con la voce di chi, ogni giorno, chiede soltanto lavoro e dignità. Perché, come ribadisce la Confial, «la Calabria non può più essere terra di precarietà, ma di opportunità reali, sviluppo e diritti».

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