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Vito Bardi e Carmine Cicala

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Il bilancio 2026-2028 riaccende lo scontro tra Cicala e Bardi: critiche sui fondi all’agricoltura, tensioni in Consiglio e riflessioni sulla permanenza in giunta


POTENZA – È finita così come è inziata la discussione sul bilancio regionale 2026-2028 approvato il 30 aprile 2026 dal Consiglio regionale. Tra le polemiche per le riserve dell’assessore regionale all’Agricoltura Carmine Cicala, che due settimane orsono aveva votato contro il bilancio in giunta e ha preso la parola per «integrare» l’intervento del governatore Vito Bardi. E reiterare le sue critiche per l’assenza dei fondi aggiuntivi richiesti per il comparto agricolo.

BILANCIO, VIA LIBERA TRA LE POLEMICHE, SI RIAPRE LO SCONTRO TRA CICALA E BARDI


La seduta del parlamentino lucano era iniziata con un intervento dai toni distensivi di Bardi, che aveva spiegato che «da generale» non avrebbe consentito un ammutinamento del genere, ma da presidente non può che adeguarsi alle regole della politica.
Bardi aveva parlato di una scelta «non condivisibile» da parte di Cicala, ma aveva escluso crisi e conseguenze sulla squadra di governo essendo «pronto» a concedergli «un’altra chance».

L’INTERVENTO DISTENSIVO DI BARDI


«La rigidità del bilancio non ha consentito, e non consente nell’immediato, di dare risposte alla domanda di risorse aggiuntive se non molto limitatamente al comparto agricolo e alle istanze delle altre direzioni generali e relativi assessorati. Di qui le tensioni che sono emerse, le incomprensioni, le fughe in avanti dell’assessore all’agricoltura con il voto contrario al bilancio in Giunta: un gesto non condivisibile, come anche vertici del suo stesso partito hanno ammesso, che hanno determinato una situazione di estremo imbarazzo tra noi, e su cui le opposizioni facendo il loro mestiere hanno cercato e cercano di profittare».
Così ancora il governatore nella sua relazione in cui si parla di 4milioni di euro aggiuntivi, rispetto ai 13 richiesti da Cicala.
Bardi ha parlato, quindi, di «»far prevalere l’interesse generale sull’orgoglio personale». Per questo, si è detto «pronto a dare un’altra chance; perché in fondo l’unica cosa che non mi perdonerei è quello di non mantenere gli impegni che ho preso con gli elettori».

CICALA RIACCENDE IL CASO BILANCIO


A riaccendere il caso, quindi, è stato lo stesso Cicala prendendo la parola dopo il governatore.
«Il presidente ha richiamato tutti noi alla coesione. È un richiamo che condivido. Ma la coesione, per essere piena, deve poggiare su basi solide». Ha dichiarato l’assessore ribelle. «In queste settimane si è discusso molto del mio voto in Giunta. Non torno su quel passaggio. È agli atti. Ma una cosa credo sia giusto dirla con chiarezza. Il tema non è una posizione personale, ma un tema di coerenza tra fabbisogni e risorse».

LE ACCUSE REITERATE A BARDI SUL BILANCIO DA CICALA


«Nella riunione del 24 aprile, all’interno del gruppo di FdI, avevamo condiviso l’opportunità di tradurre questi fabbisogni in un emendamento puntuale, proprio per dare copertura alle voci irrinunciabili del Dipartimento». Ha proseguito Cicala. «Se oggi emerge la disponibilità a integrare ulteriori risorse o a intervenire con successivi emendamenti, è un segnale che va nella direzione giusta. Proprio per questo, credo sia importante che il riferimento resti quello già definito: le voci irrinunciabili, documentate e non rinviabili. Mi auguro quindi che, nei passaggi che seguiranno, si possa dare piena copertura a queste esigenze, in modo coerente con il lavoro già svolto».

LA SEDUTA SOSPESA E POI RIPRESA


L’intervento dell’assessore ha scatenato la richiesta di una sospensione della discussione da parte delle opposizioni.
Subito dopo è tornato in aula il governatore mostrandosi sorpreso per l’intervento dell’assessore, avvenuto in sua assenza, annunciando un «supplemento» di riflessione sulla sua permanenza in giunta.

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