Nicola Paldino, Francesco Savino e Papa Leone XIV
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In occasione del 120esimo anniversario dalla fondazione della Cassa Rurale di Bisignano i rappresentanti della BCC Mediocrati sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV
COSENZA – In occasione del 120esimo anniversario dalla fondazione della Cassa Rurale di Bisignano i rappresentanti della Bcc Mediocrati sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV.
Accoglienza degli amministratori della Banca nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, insieme ad altri cinque istituti finanziari e a Federcasse.
Nel suo discorso, il Pontefice si è soffermato sul tema della finanza, che deve essere attenta ai bisogni reali delle persone e non essere strumento di speculazione capace di acuire le tante disparità sociali.
LE PAROLE DI PAPA LEONE XIV
«Le vostre istituzioni finanziarie – ha detto Papa Leone – hanno favorito, in modi diversi, una giusta condivisione e ridistribuzione di ricchezza tra individui, imprese e istituzioni, rendendone la fruizione più accessibile a tutti e valorizzando il contributo di ciascuno. È questa una funzione sociale che ben si inscrive nella missione affidata da Dio all’uomo di essere custode del creato».
«La vostra storia – ha continuato Papa Prevost – testimonia come chi si occupa del mercato finanziario non solo può fare del bene agendo in modo retto, ma anche informando e formando le persone e gli ambienti in cui opera ad un uso oculato e moralmente appropriato delle risorse, in cui si coniughino sensibilità, intelligenza, onestà e carità».
Le parole pronunciate dal Pontefice nel corso dell’udienza hanno richiamato i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, instaurando un dialogo ideale con l’opera di Don Carlo De Cardona e, conseguentemente, con la storia della BCC Mediocrati.
«Quando il Papa ha affermato che “in banca non entrano in prima analisi capitali, ma persone», è sembrato richiamare da vicino le azioni di De Cardona: il credito non come strumento di potere, ma come mezzo di liberazione sociale.
LA FIGURA DI DE CARDONA
Ispirato dalla Rerum Novarum di Leone XIII, De Cardona fondò oltre 100 casse rurali all’inizio del Novecento con l’obiettivo di sottrarre contadini e operai all’usura e alla povertà. Tra queste, nel 1906 la Cassa di Bisignano, che oggi è l’unica rimasta ancora in vita con la denominazione di BCC Mediocrati.
Nel suo discorso, il Pontefice ha evidenziato come la finanza possa assumere direzioni profondamente diverse: essere “promotrice di equa condivisione per il benessere generale” oppure generare “accumuli egoistici”. Una scelta che attraversa l’intera opera decardoniana.
Particolarmente significativo è stato anche il richiamo del Santo Padre a non lasciare le persone alla freddezza di sistemi algoritmici”. In queste parole è emerso il valore più profondo dell’eredità di De Cardona: la relazione umana come fondamento imprescindibile di qualsiasi azione economica e sociale.
L’OPERA CONSEGNATA AL PONTEFICE
Al termine dell’incontro, il presidente della BCC Mediocrati Nicola Paldino, accompagnato dal vicepresidente della CEI Mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio, ha consegnato al Pontefice un’opera del Maestro Silvio Vigliaturo e un cofanetto contenente i quaderni di studio dedicati a Don Carlo De Cardona, pubblicati con il sostegno della Banca.
Il giorno successivo, circa cinquecento soci della Banca, seduti sotto la statua di San Francesco di Paola, hanno partecipato alla Santa Messa officiata nella Basilica di San Pietro dal Card. Gambetti, per poi assistere all’Angelus di Papa Leone XIV.
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