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La “Persefone” di Katia Colica in anteprima a Reggio Calabria per la Notte dei musei. L’autrice: «È un personaggio che continua a cercare la luce senza negare le proprie ferite».
HA scelto la Notte dei Musei la compagnia Adexo per l’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale “Persefone”, che andrà in scena domani, 23 maggio 2026, in due repliche al Museo d’arte Alfonso Frangipane di Reggio Calabria. La Notte dei Musei è l’evento condiviso da tutta Europa organizzato dal ministero della Cultura francese con il patrocinio dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’Icom, e che anche quest’anno coinvolgerà migliaia di musei e luoghi della cultura europei con aperture serali straordinarie.
L’autrice e interprete Katia Colica, torna sul tema del mito, caro alla sua produzione drammaturgica, e lo fa con il sostegno della regia di Matteo Tarasco, le musiche originali di Antonio Aprile e le luci di Antonella Bellocchio. Artisti capaci di proporre una messa in scena che alterna intensità drammaturgica, suggestioni sonore e immagini evocative, costruendo un’esperienza immersiva che dialoga con lo spazio museale e con il valore simbolico della Notte dei Musei: un tempo straordinario in cui arte, memoria e comunità si incontrano. Lo spettacolo si pone come una rilettura contemporanea e profondamente emotiva del mito di Persefone, trasformandolo in un viaggio teatrale tra ombra e rinascita, sopruso e consapevolezza, perdita e desiderio di salvezza.
IL PENSIERO DI KATIA COLICA SULLA PERSEFONE IN SCENA A REGGIO IN OCCASIONE DELLA NOTTE DEI MUSEI
«Persefone aveva già raccontato come una donna sa trovare il suo spazio di realizzazione personale anche in un luogo buio, di sopraffazione e mortificazione. Non è soltanto la storia di una vittima: con Persefone voglio indagare la forza di ogni donna che si riscatta», spiega la scrittrice della pièce che aggiunge come l’esperienza di questa mitologica protagonista sia vicina a quella odierna di tante: «attraversa il buio, la paura, la perdita, ma non rimane ferma lì dentro: trasforma quella discesa in coscienza. È un personaggio che continua a cercare la luce senza negare le proprie ferite. E forse è proprio questo che la rende così profondamente umana e contemporanea».
Attraverso una scrittura poetica e tagliente, “Persefone”, dunque, racconta la storia di una donna sospesa tra ombre e luci di due mondi contrapposti, in un continuo attraversamento che diventa metafora della difficile riconquista di sé. «Il mito classico si intreccia così a temi estremamente contemporanei, dando voce a tutte quelle donne che cercano la forza di tornare alla vita dopo aver abitato il nero», aggiungono da Adexo. I produttori, inserendo lo spettacolo nell’ambito dell’iniziativa di rete Teatri della Magna Grecia, confermano il proprio percorso artistico orientato alla rilettura del mito in chiave civile e contemporanea, mantenendo al centro il corpo, la parola e la relazione diretta con il pubblico.
“IL MIO NOME È PERSEFONE E PORTO LA PRIMAVERA”
«Il mio nome è Persefone. E porto la primavera»: è da questa dichiarazione identitaria che prende forma uno spettacolo intenso e necessario. Per Colica la primavera è qualcosa che ciascuno porta in sé a prescindere da tutto: «Per me la primavera di Persefone non coincide con un lieto fine, ma con una conquista interiore. Non è il mondo a salvarla: è la capacità di custodire dentro di sé un nucleo vivo, sensibile, ancora capace di desiderare, amare, scegliere. Anche quando attraversa il nero, Persefone continua a portare la primavera dentro il proprio nome, dentro il proprio sguardo sul mondo. Ed è forse questa la sua forma più radicale di resistenza».
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