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Case comunità ignote agli anziani della Basilicata. Scatta il monitoraggio permanente dei sindacati contro lo spreco dei fondi europei. Il report SPI cgil svelata la falla nel sistema  della medicina di prossimità.


Metà degli anziani lucani non sa dove si trovino le Case di comunità, malgrado i fondi Pnrr. È il dato shock dell’indagine conoscitiva dello Spi Cgil di Potenza sulla sanità territoriale. Un buco nero informativo che si traduce in una beffa per migliaia di pensionati lucani, proprio nel momento in cui la sanità pubblica regionale attraversa una delle sue crisi più profonde. Mentre i palazzi della politica continuano a sfornare delibere e a tagliare nastri virtuali, la realtà descritta dal sindacato dei pensionati Spi Cgil racconta una Basilicata profondamente isolata, dove la medicina di prossimità resta un miraggio sulla carta. Il report curato dalla segretaria provinciale Giovanna Galeone svela che il cinquanta per cento dei partecipanti al sondaggio ha sì sentito nominare queste nuove strutture sanitarie, ma non ha la minima idea di dove siano collocate fisicamente sul territorio. La situazione diventa ancora più allarmante se si analizzano i riscontri oggettivi emersi dai sopralluoghi effettuati dagli esponenti sindacali nelle diverse sedi della provincia di Potenza che avrebbero dovuto rappresentare il fulcro della nuova assistenza medica locale.

CASE COMUNITÀ IN BASILICATA: CANTIERI INFINITI, STRUTTURE CHIUSE E IL FALLIMENTO DELLA MEDICINA DI PROSSIMITÀ

Cantieri infiniti, locali sbarrati, strutture inaugurate solo a metà e prive del personale necessario per garantire le prestazioni minime previste dai decreti ministeriali. Il fallimento operativo rischia di colpire i soggetti più fragili della comunità regionale, ovvero la massiccia platea di anziani residenti nei piccoli comuni delle aree interne, territori storicamente distanti dai grandi ospedali di Matera e del capoluogo e privi di collegamenti infrastrutturali adeguati. “Il sondaggio conferma quanto la nuova organizzazione territoriale della cura e della presa in carico delle persone in una visione olistica della salute sia di là da venire e ferma ai soliti proclami” attacca senza mezzi termini Michele Sannazzaro, segretario generale dello Spi Cgil di Potenza. Per il sindacalista, questo stallo dimostra graficamente “come uno degli interventi più importanti finanziati con il Pnrr non sia ancora entrato nella vita quotidiana delle persone”.

LE ACCUSE ALLA REGIONE E LA RICHIESTA DI UN’OPERAZIONE VERITÀ SUI SERVIZI REALI

L’accusa formale è rivolta a via Verrastro: “La Regione Basilicata ancora una volta si è fatta trovare impreparata. Le Case di comunità rappresentano l’occasione storica per cambiare il modello di assistenza, soprattutto in una regione con una forte incidenza di persone anziane residenti spesso in piccoli comuni delle aree interne e quindi lontane dai servizi. Ad oggi questa occasione appare ancora largamente incompiuta”. Il sindacato pretende adesso risposte immediate e rigetta la politica degli annunci istituzionali. La richiesta formale depositata ai vertici del governo lucano è quella di avviare immediatamente un’operazione verità a tutela del diritto alla salute dei cittadini. “Basta annunci” conclude Sannazzaro “occorre dire con chiarezza ai cittadini quali Case di comunità sono realmente funzionanti, con quali orari, con quali servizi e se c’è personale sufficiente a garantirne la regolare operatività. Chiediamo tempi certi sulla piena funzionalità”. Lo Spi Cgil ha già annunciato che manterrà lo stato di mobilitazione e vigilanza per evitare che i fondi vengano sprecati.

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