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Qualche tempo fa, si faceva chiamare Miky Mix, aveva la testa rasata, ed era famoso soltanto in Francia; oggi Michele Salvemini è Caparezza, “made in Molfetta”, che canta parole dure, dirette e mai retoriche. L’alieno che arriva “dalla luna”, riconoscibile dalla capigliatura decisamente “fuori dal tunnel”, il cantastorie del “vivere in Italia”, e protagonista dell’ultima serata di concerti previsti per la 44^ edizione del Settembre Rendese, in programma domani sera a Piazza Matteotti.
Il concerto è molto atteso in città e sarà soprattutto originale in quanto < non sarà semplicemente basato sull’esecuzione dei brani – ha spiegato Caparezza – ma è uno spettacolo fatto di musica, ma anche sketch, situazioni teatrali...>.

I temi delle sue canzoni, che abbracciano tematiche legate alle difficoltà del sud e che denunciano lo sfruttamento del territorio, rappresentano una sorta di provocazione. Lui stesso racconta (con una voce che non sembra quella che si ascolta dalle sue canzoni): < se non sfidassi queste problematiche con la musica, farei una sciocchezza; per me è importante, quando qualcosa mi “urta”, poterla assimilare; la scrittura di un brano, è come un potente sedativo che fa in modo di calmarmi, ma tiene anche alta l’esigenza di non “addormentarmi” davanti a certi problemi. Scrivere di questi argomenti è una mia scelta, e le mie canzoni non hanno l’ambizione di cambiare le cose. Io ho la consapevolezza che le canzoni, così come altre forme d’arte, possano in qualche modo accrescere la cultura di un paese. Credo che le mie canzoni diano fastidio a quelle persone che la pensano in maniera diversa, ma esiste un pubblico che mi apprezza, e una fetta di esso che viene ai miei concerti perchè si diverte, rispetta le mie idee e il fatto che io prenda una posizione >.

Non ha altri amori se non quello per la musica, che definisce “totalizzante”, ma traspare dalle sue parole anche l’amore per la sua terra, un fattore che lo lega anche alla Calabria: < noi del sud, siamo veramente in simbiosi con la terra in cui viviamo, perciò credo che qualsiasi meridionale, che sia pugliese o calabrese, si ritenga offeso da chi deturpa il territorio. Accade ovunque nel meridione, che ci sia una sorta di business che non guarda in faccia a nessuno, e questo tipo di speculazione, purtroppo è difesa dalla criminalità >.

Caparezza non si smuove sul fatto che qualcuno sfrutti negativamente la sua terra e in generale il sud, ed è inarrestabile nel lanciare messaggi contro quella fetta di sistema, che nuoce gravemente alla società. Dal suo trascorso nelle vesti di Miky Mix ad oggi, si definisce molto cambiato: < sono cresciuto– spiega Michele – ma sono rimasto anche “selvaggio” e mantengo una forma di critica nei confronti delle cose; questo mi consente oggi di scrivere canzoni che mi appartengono >.

Quella che non gli è mai mancata, è la voglia di aprirsi all’arte, e ciò è dimostrato dal fatto che, oltre a scrivere canzoni, si sia cimentato anche come scrittore: < non ho il senso della misura e sono continuamente tentato dall’esplorare nuove forme d’arte, soprattutto quelle che non mi appartengono. Già il fatto di aver “scritto” un disco, che ho chiamato poi “fono-romanzo”, in quanto dentro ci sono i doppiatori del cinema, fa parte della mia voglia di esplorare nuovi territori >. Per scrivere le sue canzoni però, Caparezza ha bisogno di fermarsi, scendere dai palchi e calarsi nella vita “normale”, perciò alterna spesso un anno di scrittura e spettacoli, ad un anno di riflessione.

Sabato sera Caparezza porterà a Rende tutta la sua energia, nonostante conosca già il pubblico calabrese: < ho parenti a Crotone e ciò che mi è rimasto impresso della Calabria, è il calore della gente e l’entusiasmo, che credo nasca dal fatto che, molte persone si riconoscono nel problema comune delle cose che dico: è come parlare a qualcuno che può veramente capirmi, perchè vive nella mia stessa situazione>. Il tour estivo del paroliere pugliese terminerà il 21 settembre, e poi uscirà il video del terzo singolo dell’album, che ha ottenuto il disco d’oro, ma per il momento… “vieni a ballare…. a Rende”.

Simona Gambaro

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