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Sono 32 i morti sul lavoro registrati in Calabria dall’Inail nel corso del 2007. Un dato in diminuzione rispetto all’anno precedente, quando nella regione erano stato segnalati 39 casi. Il bilancio degli infortuni sul lavoro è stato presentato questa mattina, a Catanzaro, nel corso del tradizionale appuntamento con il Rapporto annuale. Un bilancio con aspetti positivi e negativi, considerato che è stato evidenziato un calo infortunistico in agricoltura con un -8,7% e un leggero incremento nel settore industria e servizi(+1,2%) e fra i dipendenti dello Stato (+3,6%). Per quanto concerne i dati sulla mortalità, la provincia più colpita è quella di Reggio Calabria con 11 decessi. Preoccupante il risultato degli infortuni stradali, considerato che in Calabria nel 2007 sono stati denunciati 1.203 infortuni stradali, di cui 729 di persone che si stavano recando a prestare la loro attività lavorativa, con un incremento del 22,5% rispetto all’anno precedente. Alta anche l’incidenza sulla mortalità, dal momento che sono stati 16 i casi di decessi su un totale di 32 che riguarda il bilancio complessivo. Nell’ambito delle malattie professionali denunciate è stato registrato un aumento nel settore dell’agricoltura (da 73 a 98) e una diminuzione nell’industria e nei servizi (da 644 a 603). Cresce, invece, il numero degli infortuni tra gli stranieri impiegati in agricoltura, con 67 casi nel 2006 e 97 nel 2007, anche se non sono stati registrati decessi; così come aumentano gli stranieri infortunati nel settore industria e servizi (530 casi nel 2006 e 562 nell’anno successivo) dove però scendono i decessi da 5 a 3.
A presentare il rapporto annuale dell’Inail è stato il direttore regionale, Mario Lo Polito, il quale nel corso del suo intervento ha voluto evidenziare la necessità di una sempre più proficua collaborazione e sinergia tra enti, associazioni di categoria e istituzioni coinvolte a vario titolo nella necessaria prevenzione degli infortuni. «La presentazione del rapporto – ha affermato Lo Polito – vuole essere un momento di riflessione congiunta sulle problematiche che restano da risolvere per azzerare gli infortuni mortali sul lavoro». Una problematica affrontata anche dalle nuove normative europee, considerato anche che gli infortuni sul lavoro costano allo Stato 45 miliardi di euro. Tra gli obiettivi fissati dall’Inail, anche grazie alla collaborazione degli enti locali, quello di aumentare il numero degli occupati tra i portatori di handicap. Per il direttore regionale dell’istituto, «il punto di forza è quello della prevenzione, per fornire alle imprese modelli di organizzazione e gestione della sicurezza da divulgare in maniera capillare sul territorio». Sulla base della collaborazione istituzionale, sono intervenuti anche l’assessore provinciale Giovanni Merante, e i rappresentanti di Confindustria, Cna, Confcommercio, Confartigianato, mentre la presentazione del rapporto è stata organizzata con la collaborazione dell’Ordine dei consulenti del lavoro della Calabria. Il presidente dell’Ordine, Giuseppe Buscema, ha dichiarato la necessità di operare in sinergia per arginare il fenomeno delle morti sul lavoro, come fenomeno di emergenza sociale.

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