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di SALVATORE MUOIO
«Ho preso attoper l’ennesima volta dell’insensibilità del Consiglio regionale della Calabria in merito alla tragica situazione in cui versa proprio in questi giorni l’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello». Sono le parole che l’onorevole Antonio Pizzini ha affermato in serata in riferimento all’assenza di riscontri alla sua richiesta di tenere con urgenza un consiglio regionale sulla vicenda drammatica dell’istituto serrese. La notizia che l’auspicato incontro dei capigruppo e dei membri dell’esecutivo regionale non ha avuto corso, è arrivata al Papa Giovanni in serata e le reazioni tra i dipendenti sono state di grande delusione e di severa critica verso la massima istituzione regionale.
Ieri, peraltro, non si è tenuto neanche l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale, Franco Petramala. Un flop di cui non si sono capite bene le motivazioni.
Si trattava di un incontro durante il quale si sarebbe dovuto discutere in dettaglio del piano di ricollocazione dei dipendenti partecipato verbalmente alle parti sociali nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Asp. Le intenzioni delle rappresentanze erano quelle di portare successivamente la bozza all’assemblea dei lavoratori per la discussione e la eventuale approvazione.
Cosa che, ovviamente, non è avvenuta. In ogni caso stamattina, proprio a seguito di questo evento, le confederazioni sindacali cosentine si incontreranno per analizzare i fatti e tracciare una linea di comportamento.
Intanto appare chiara, invece, la linea di condotta del presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, che, evidentemente, ritiene la questione del Papa Giovanni già sufficientemente definita. Non la pensano così i lavoratori e lo stesso Pizzini, che parla del caso Papa Giovanni, come il problema, in questo momento «più importante e urgente» della Calabria. «In sede di riunione assembleare – afferma – ho vivamente rivolto al presidente della Giunta, onorevole Loiero, il forte invito a discutere e trovare immediate e trasparenti soluzioni, perché oggi il Papa Giovanni è il problema che io ritengo più importante e urgente, per far ritornare a lavoro il personale già pesantemente penalizzato nelle retribuzioni non più corrisposte già da lungo tempo e per rimettere in moto un’economia locale che faceva affidamento sulla più importante azienda operante nel territorio.
Il silenzio degli innocenti degenti è stato oggi pari al silenzio dell’aula. Ho evidenziato al presidente Loiero – aggiunge ancora – il diritto di sapere quali sono le risposte da dare immediatamente al dramma collettivo; ho chiesto di sapere se ritiene di far conoscere gli interventi programmati entro brevissimo tempo; ho chiesto altresì di sapere se gli ammalati ed il personale dipendente possono stare tranquilli e non avere paura del prossimo domani. La magistratura sta svolgendo egregiamente il proprio lavoro – afferma ancora – e si sappia presto dividere le persone oneste, che sono certamente la maggioranza, da quelle che eventualmente non lo sono state. Ribadisco pertanto la mia grande meraviglia per essere stato l’unico ad aver posto la necessità di un dibattito sull’argomento, e di non aver ricevuto alcun segnale in merito. Non si spiega – conclude – il silenzio assordante del presidente Loiero al momento della sua replica». Domani, infine, al Papa Giovanni sono previsti altri arrivi di troupe di reti nazionali, compresa la Rai, che dovrebbe essere presente con il format di RaiUno, “La vita in diretta”.

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