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Roberto Cardinale della Salernitana e Giorguio Lucenti del Frosinone sono i due nuovi acquisti del Potenza che tocca il record dei 16 nuovi arrivi. Il portiere Gragnaniello dall’Avellino, i difensori Chiavaro (Paganese), Langella (Ancona), Barbato (Trivento); i centrocampisti Vanacore (Marcianise), Frezza (Cavese), Berardi (Paganese), Profeta (Cosenza), Giannusa (Cassino), gli attaccanti Catania (Cosenza), De Cesare (Neapolis), Aquino (Cavese) e Polani (Cosenza) rendono assolutamente unica, nella memoria degli sportivi del capoluogo lucano, questa campagna acquisti.
A MEMORIA giornalistica una campagna acquisti tanto sontuosa non si ricorda. Il Potenza che sta venendo fuori dalle idee in grande del patron Postiglione e da quelle tattiche di Capuano prende forma in maniera imponente con gli ultimi due acquisti ufficiali e con un altro paio di colpi in dirittura d’arrivo.
Il primo è Roberto Cardinale, difensore centrale della Salernitana, la primissima scelta del tecnico. Trattativa difficile per la grande concorrenza, ma anche uno stimolo importante per l’atleta che ha firmato un accordo biennale con l’opzione per il terzo anno di permanenza in rossoblù.
Un vero e proprio colpo di mercato, che cancella l’amarezza per altre trattative passate. Arriva a Potenza un calciatore di primissimo piano, di sicuro affidamento e che nella sua carriera, nonostante gli appena compiuti 28 anni, ha militato con la Salernitana per sei stagioni in Serie B. Nell’ultima ha totalizzato 22 presenze.
Il secondo colpo di una giornata che potrebbe restare negli annali è Giorgio Lucenti: centrocampista centrale, abile a giocare tanto a destra quanto a sinistra. Ha 34 anni e una carriera di 17 anni spesa tutta a livelli altissimi. Basta considerare che ha giocato in C1 soltanto a 20 anni, con l’Atletico Catania, poi soltanto serie B e A con Roma, Empoli, Cagliari, Napoli, Palermo, Catania (24 presenze nella stagione 2006/07 nella massima categoria), Piacenza, Mantova e quest’anno a Frosinone. Un elemento che, a detta di chi lo conosce bene, in una categoria inferiore alla B può giocare in tutti i ruoli.
RIPESCAGGIO – Inevitabile credere che i rossoblù puntano in alto, a cominciare dall’ipotesi sempre più credibile di un ritorno in Prima Divisione. Ma nessuno osa fare voli pindarici prima dell’ufficialità che sarà sancita con il Consiglio Federale del 30. Evidentemente, però, per investire in maniera così massiccia, per rifondare completamente la rosa della passata stagione (confermati solo alcuni under), qualche buona ragione per ambire alla Prima i lucani l’hanno coltivata. Una graduatoria ufficiale non è stata emanata dalla Lega Pro, ma il diritto dei rossoblù ad essere inseriti nella lista è legittimo. Voci incontrollate indicavano come da “verificare” la posizione del sodalizio per via di “una condanna per illecito sportivo”. Falso allarme perchè, di recente (nella fattispecie il caso Potenza-Salernitana), i lucani hanno subito una condanna per “slealtà sportiva”, non per illecito. Per cui il Potenza ambirebbe a un posto di privilegio visti i punti che le verranno assegnati per la media spettatori dal 2003 ad oggi e per la tradizione calcistica dal 1935 (e in tal senso pesano i 5 campionati di B disputati negli anni ’60). «Spero vivamente – ha detto il patron Postiglione – che i nostri acquisti e un programma ambizioso possano coinvolgere quanta più gente possibile. Mi riferisco alle forze vive della città e ai tifosi, anche se devo sottolineare che la nostra campagna abbonamenti, a prezzi popolari, sta riscuotendo un enorme successo». E la liquidità monetaria, in questo momento, diventa un cardine insopprimibile: serve un milione di euro per la fideiussione a garanzia del ripescaggio. Il Potenza c’è, Postiglione non lancia nessun allarme, ma appare allo stesso modo evidente come adesso diventi fondamentale dare alla società una mano e dimostrare la concreta presenza del tessuto cittadino. A differenza di quanto accaduto negli scorsi tre anni, quando Postiglione, giovane di 27 anni, è rimasto solo. Questo sarà il suo quarto anno alla guida del club: mai nessuno nella storia novantennale rossoblù è durato così tanto. Il patron vuole continuare invertendo la rotta e puntando diritto al calcio che conta.

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