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di Renato Carpentieri

NIENTE delusione. La promozione la conquisteremo sul campo. Avrà un sapore più dolce».
Questo il polso della situazione nei ritrovi del tifo biancazzurro. Chiaramente l’amarezza c’è, ma il “caso-ripescaggio” è stato trattato con molta razionalità da società e media.
Il pericolo era quello di creare delusione.
Per fortuna ci si è mantenuti bassi nel creare illusione e, tutto sommato, la possibilità di acciuffare per il cosiddetto rotto con la cuffia ciò che è sfuggito l’anno scorso nonostante gli ingenti investimenti societari il Matera se l’è giocata nella maniera migliore possibile».
Non c’è delusione tra i tifosi, ma un pizzico di rabbia sì. Perchè ci sono casi in cui la Federazione gioco calcio decide come meglio crede. Poggibonsi e Spezia hanno beneficiato di agevolazioni importanti in un passato non certo remoto, poi lascia davvero di stucco pensare di giocare un campionato di Seconda Divisione lontano dalla residenza dove la squadra ha sede. Il riferimento è al Vico Equense.
Il Massaquano non può essere uno stadio adatto alla seconda divisione e sarà curioso vedere la squadra giocare a Castellammare o Sorrento.
Però, non è da escludere che venga messo a norma lo stadio di Vico Equense.
Resta il fatto che a danneggiare il Matera è stato senza dubbio il fatto di non aver disputato i play off, mentre il Salò ha perso la finale con la Nocerina. Piangere sul latte versato però non è la strada giusta e il Matera deve guardare avanti, ma non dimenticando gli errori fatti. Sarebbe importante partecipare a tutti i campionati giovanili perchè valgono un punto nella graduatoria dei ripescaggi e soprattutto non rimediare squalifiche o altro, visto che ogni cento punti di penalità nella Coppa Disciplina vengono sottratti due punti alla classifica del ripescaggio.
In sostanza prendere atto e lezione anche da questa situazione e impostare la stagione in base alla possibilità di doversi ritrovare a lottare per la promozione ancora grazie al ripescaggio.
Non sarebbe un delitto. Perchè quest’anno il Matera ha fatto domanda solo nel caso ci fosse stato bisogno di completare l’organico, mentre i play off danno un diritto che conta e il Salò ne è la dimostrazione.
Nel giorno in cui a Potenza si festeggia a Matera c’è solo da riflettere e prendere atto anche di un fattore non certo secondario. Oltre a Enzo Santochirico, vice presidente della Regione Basilicata, non c’è stato altro sostegno politico al sogno dei materani. Amministrazione locale e politici eletti a Matera completamente latitanti. Ora bisognerà metabolizzare in fretta questo boccone amaro e guardare al girone in cui si verrà inseriti restando vicini a quel “Palazzo” che non può essere snobbato ma combattuto da di dentro con la presenza costante alle riunioni dell’Interregionale e richiedere i propri diritti da squadra federata. Lo stand dei tifosi della Vecchia Guardia in piazza Vittorio Veneto non era rigoglioso di gente, ma non mancava certo la fiducia in squadra e società.
Renato Carpentieri
PERNIOLA SPIEGA- ESCLUSO dal possibile ripescaggio, al Matera non resta che l’amaro in bocca per aver sfiorato un importante traguardo. Alcuni giorni di speranza, la vicinanza di un traguardo lontano 14 anni e tanta voglia da parte di tutti: città, società e tifosi di uscire dal limbo della serie D per tornare a disputare un campionato che conta, da professionisti. Invece, dalle domande dell’ultima ora, sono uscite le società che andranno a completare la rosa delle formazioni che comporranno i gironi della Seconda Divisione della Lega Pro 2009/10.
«Abbiamo subito una delusione -ha commentato a caldo il presidente biancazzurro, Tommaso Perniola- perchè sapevamo di poter puntare sui documenti, presentati in tempo utile e soprattutto compilati perfettamente, nonchè sulla fidejussione in regola. Il rammarico c’è perchè condanno al sistema solamente una cosa, la poca trasparenza.
Certo perhcè se ci sono dei termini e delle condizioni da rispettare, è giusto che siano tenute in conto. Perchè, considerando che c’è un orario per i termini, al termine stesso di quell’ora deve essere comunicato immediatamente il numero delle società che puntano al ripescaggio, cosa che, invece, la Federazione non ha fatto, lasciando un aura di dubbio sulla regolarità delle richieste da parte di tutte le società. Anche perchè ci sono delle società, come lo Spezia, che nonostante ha usufruito del Lodo Petrucci, è stata considerata ugualmente nel novero delle ripescate, come per altre società che hanno ottenuto il ripescaggio nei cinque anni (vedi Poggibonsi, ndr)». Forse è mancato qualcos’altro a questo gruppo di persone che hanno fatto il tutto per tutto per poter regalare alla città una grande possibilità, quella del salto di categoria immediato. Quel qualcosa poteva essere un maggiore apporto dei politici locali che, invece, sono rimasti all’esterno della vicenza, senza schierarsi apertamente per la causa del Matera.
«Noi dobbiamo essere trasparenti -ha continuato Perniola- quindi lasciamo completamente fuori l’aspetto politico in ciò che riguarda lo sport ed il calcio». Bisognerà guadagnare la promozione tra i professionisti sul campo. «Resta fuori dubbio -ha ripreso il presidente del Matera- che la promozione ce la dovremo giocare direttamente sul campo, puntando alle nostra forze ed alla nostra squadra per ottenere il tanto atteso salto di categoria». Unico neo, la piccola delusione lasciata all’interno della stessa dirigenza, dopo un impegno non indifferente. Tutto il necessario era sul tavolo della Lega con i giusti tempi, ma la decisione è stata quella di lasciare fuori i biancazzurri.
«Il mio più grande dispiacere riguarda la tifoseria e la città, che oramai ci credevano abbastanza nel possibile ripescaggio. Noi ce l’abbiamo messa tutta, producendo tutta la documentazione necessaria nei tempi giusti, ma la Lega ha deciso così -ha concluso Tommaso Perniola- e noi non possiamo che accettare la decisione e tornare a lavorare per costruire al meglio il futuro della squadra».
Francesco Calia
sport@luedi.it

LA STORIA- ESTROMESSA nel 1997-98 l’allora Polisportiva Matera, dopo due campionati di C2 viene condannata per la seconda volta dopo tre anni ad un’altra retrocessione a tavolino (salva sul campo il 1993-94, viene retrocessa per illecito ammministrativo dopo lo spareggio di Foggia con il Savoia di Gino De Canio), per problemi relativi alla fideiussione bancaria necessaria per l’iscrizione al campionato.
La Polisportiva Matera, per protesta contro la retrocessione a tavolino e per difficoltà economiche, disputa il Campionato Nazionale Dilettanti 1997-98 con la formazione juniores, giungendo penultima nel girone H con soli 6 punti all’attivo e davanti al solo Lagonegro: è il punto più basso della storia calcistica materana. Tuttavia il calcio biancazzurro non è morto del tutto. Infatti, nel 1998 dalla fusione tra Atletico Matera e Scanzano nasce l’Associazione Sportiva Materasassi, presieduta dall’avvocato Vitantonio Ripoli, già curatore fallimentare in precedenza nel fallimento del 1993-94) che acquisisce il diritto a partecipare al torneo regionale di Eccellenza. Nel campionato di Eccellenza Lucana 1998-99 si assiste dunque a un derby tra Materasassi e Polisportiva Matera e nella città dei Sassi torna a disputarsi una stracittadina quarant’anni dopo le sfide tra Libertas e Matera Calcio. Nella stagione seguente il Materasassi vince il campionato di Eccellenza con Sergio Notariale in panchina (e Pasquale Ambruosi preparatore e quest’annop il barese è nuovamente alle dipendenze del Matera) e permette al calcio materano di tornare in una categoria interregionale dopo due anni. L’era Ripoli dura sette anni e il grande presidente-tifoso non centra l’obiettivo del ritorno tra i professionisti per ragioni diverse dalla competenza sportiva acquisita a colpi di buone squadre e grande consenso tra i tifosi. L’era Ripoli finisce con la squadra data, appunto, gratis ai tifosi. Una stagione unica per i ragazzi del Matera, “Francolino” e Losignore su tutti. Arriva la salvezza-miracolo dopo un ripescaggio effettuato dall’imprenditore Nicola Benedetto. Serve una società. Giuseppe Fragasso, attuale direttore generale del Matera, ha l’incarico di reperire interessati con le carte in regola. Antonio Padula e Giuseppe Barbano scendono in campo chiamando Aldo Raimondi. Arriva il terzo socio, Cosimo Muscaridola e c’è un campionato con la salvezza sul campo dopo due play out di fila.
Cosimo Damiano Cinnella patron della Carlo Abbatino di prima categoria coinvolge nel progetto-calcio Angelo Tosto. E’ la svolta. L’imprenditore annuncia che la Carlo Abbatino in qinque anni sarebbe arrivata in C2. Antonio Padula chiama Cinnella e gli prospetta di accorciare i tempi entrando tuttio nel Matera. Così avviene. Qualcosa si rompe e Angelo Tosto rompe gli indugi e con Damiano Cinnella e Tommaso Perniola forma un Srl e mette in minoranza Barbano, Muscaridola e Padula che escono di scena. A campionato in corso non si riesce ad evitare i play out, ma c’è una salvezza contro il Quarto con Ruisi in panchina. Domanda di ripescaggio fatta ma non trova adesione e c’è una mastodontica campagna pubblicitaria che riaccende entusiasmo per il calcio. Angelo Tosto e compagni creano la Fidata, ma l’iniziativa è supportata poco dalla squadra che inizia bene ma perde colpi e si finisce con un deludente settimo posto che non è certo la giusta contropartita all’investimento fatto. Angelo Tosto e compagni sono gente caparbia e coltivano anche la possibilità del ripescaggio investendo più di seicentomila euro. Nulla di intentato da una grande società. Il resto è storia di oggi. A Giusto e soci tocca continuare.
r.carpentieri@luedi.it

GIUSTO AL LAVORO-Ci teneva alla gara dell’ex ed è riuscito a battere il Monopoli. Pino Giusto ha concesso una mezza giornata di riposo alla squadra dopo la gara di Carpegna vinta per 2-1 contro il Monopoli. Ieri pomeriggio regolare seduta d’allenamento preso la struttura di Mercatale di Sassocorvaro. «Non c’era nessun sassolino da togliere contro il Monopoli, ma ci tenevo a non fare brutta figura e alla fine l’obiettivo è stato raggiunto.
Ho visto bene anche i nuovi innesti Campo e Bartoli assenti nella prima gara. Diciamo che sono soddisfatto di come procedono le cose». Alla luce delle ultime novità c’è una responsabilità in più ora per i calciatori. «Siamo venuti qua con un compito ben preciso e non è uscito mai nulla dai binari. I ragazzi sanno che cosa gli spetta e non è cambiato assolutamente nulla. Chi è stato qui ha potuto constatare di persona che non è stato mai dato tanto peso a quello che sarebbe potuto venire e che non è arrivato. Io penso alle prossime gare». Dopo Sassocorvaro e Monopoli il Matera domenica affronterà il Fossombrone sul campo del ritiro. «C’è in programma un altro test con una squadra di Promozione, ma sto cercando qualcosa di più impegnativo. Perchè volevo far giocare i giovani il 6 e, magari, il giorno dopo i seniores contro una squadra di categoria superiore. Valuteremo la cosa con i dirigenti e se troviamo l’avversario adatto”. Concretezza e piedi per terra da parte di Pino Giusto. Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore tecnico, Gino Carrera.
«Il Matera giocherà da Matera. Questa è l’unica cosa sulla quale non c’è ombra di dubbio. Non c’è nessun contraccolpo nel gruppo, perchè il mister e tutti gli altro non avevano fatto respirare nessuna aria di possibili ripescaggi. Se veniva eravamo felici, ma non ci facciamo certo drammi. Anzi. Tornando alla gara con il Monopoli ci sono state le note positive e il gruppo è ancora di più compatto e cosciente di quanto può dare. Il Monopoli è di categoria superiore. Certo avrà bisogno di rinforzarsi, ma noi abbiamo schierato cinque under in campo e in un frangente della gara eravamo davvero una squadra baby e non abbiamo certo demeritato. C’è armonia e professionalità, perchè le poche regole imposte dal tecnico sono state subito recepite e con il sorriso sulle labbra. Vedo tanta buona volontà. Sono certo che saremo all’altezza del compito». Hanno lavorato con il resto del Gruppo anche Catalano e Logrieco a riposo precauzionale contro il Monopoli. In crescita anche il settore portieri affidato alle cure dio Alessio Musco. Infatti Cottet sta recuperando la forma migliore, mentre Mirabelli e Dimola crescono in qualità.
Sul fronte partenze oltre a Naglieri accasatosi a Melfi, c’è la possibilità di vedere Gennaro Acampora in Prima Divisione probabilmente con la maglia giallorossa del Giulianova. Il ragazzo lo merita e, probabilmente, se non si è ancora accasato era solo perchè ha voluto coltivare la possibilità di giocare tra i professionisti con la maglia del Matera.
Renato Carpentieri

QUI FRANCAVILLA – «Sono molto soddisfatto dal gruppo e dal lavoro che sta svolgendo». Con queste parole, esordisce il direttore generale dei sinnici Antonio L’Amico, che in questa settimana e mezza di ritiro pre-campionato, giudica più che positiva la condizione della squadra. Gli allenamenti, sono curati in ogni minimo particolare dallo staff tecnico, che vuol mettere in condizioni accettabili il gruppo nel giro di poco tempo. Per vedere all’opera un Francavilla convincente, non basteranno di certo le prime gare amichevoli della stagione. Partite nelle quali il tecnico serbo, potrà tastare il polso alla formazione rossoblu. I valori tecnici verranno a galla con il passare del tempo e con la condizione fisica dei singoli giocatori. «Adesso la squadra – dice – è al lavoro con tanta buona volontà, dimostrando il buon carattere di questo gruppo, che nonostante il gran caldo di questi giorni, non si perde d’animo continuando a lavorare assiduamente». La dimostrazione di tutto il gruppo è quella di avere tanta voglia di incominciare questo campionato, per cercare di migliorare le prestazioni della passata stagione. «La squadra è un mix di giovani molto interessanti, e giocatori esperti, ma purtroppo non possiamo mantenere questo organico così ampio. Fino a domenica – dice L’Amico – resteremo pressoché identici, ad inizio settimana invece, cominceremo a sfoltire la rosa, come chiesto dal nostro mister, che vuol scegliere bene gli elementi da trattenere e quelli da mandare via». Insomma, una selezione che dovrà essere fatta obbligatoriamente, per non avere una rosa ampia e difficilmente gestibile, nel corso della stagione. Il Francavilla, è in pieno calciomercato, gli acquisti fatti non hanno concluso la campagna acquisti rossoblu, che ancora è in trattativa per qualche elemento utile a completare la rosa. «Se il nostro allenatore – continua L’Amico – dovesse chiedere qualche altro elemento, noi saremo disposti ad accontentarlo, ma naturalmente restando sempre nel budget economico previsto. Il gruppo ora come è adesso, può considerarsi valido tecnicamente, con dei giocatori che saranno davvero utili al gioco del nostro allenatore. Ma è certo che, ognuno deve sentirsi in discussione, perché la nostra dirigenza è abituata durante l’arco della stagione a valutare attentamente le prestazioni di ognuno di loro, e in certi casi se necessario – conclude il dg rossoblu – a ritornare sul mercato per effettuare delle cessioni in corsa, di calciatori che non hanno mantenuto il rendimento richiesto ad inizio stagione».
Claudio Sole

QUI PISTICCI- Gli ingaggi di Ferrentino e De Rosa rappresentano due innesti in altrettanti ruoli ancora scoperti nell’organico del Pisticci. I due campani, infatti, giocano rispettivamente da centrocampista centrale e da attaccante.
In quei reparti, finora, c’erano poche alternative. In attacco, infatti, l’unica punta di ruolo era Lupacchio, con Grieco che comunque ha dato ampie garanzie di adattamento nella passata stagione e potrebbe rivelarsi utile anche in questo campionato. In mezzo al campo, invece, in attesa di definire la posizione di Fortunato, il Pisticci aveva il solo Guarino, con gli under riconfermati Farinola e De Nittis che all’occorrenza potevano comunque coprire quel ruolo (seppur con caratteristiche diverse). Adesso, invece, il Pisticci ha la sua coppia di attacco e la sua coppia di centrocampisti. Considerando che i quattro sono senior e che in difesa il posto da titolare di Di Maria appare scontato, Valente può impiegare solo un altro giocatore over, dovendo, per il resto, schierare i 5 under come da regolamento. In questa fase, ovviamente, non si possono che fare ipotesi di massima.
Ma considerando la necessità della dirigenza di fare scelte oculate, sembra logico che i giocatori senior ingaggiati siano delle prime scelte, quantomeno sulla carta.
E pertanto l’ultimo posto libero come over potrebbe essere ricoperto da uno tra Lavecchia e Grieco, oppure da un calciatore da ingaggiare, se è vero che i gialloble starebbero valutando di prendere anche un altro difensore esperto, da affiancare a Di Maria.
Per il resto, in porta e sugli esterni, sembra obbligata la scelta di puntare sugli under, con qualche variante nel caso in cui nel ruolo di centrale difensivo fosse schierato un giovane. In tal caso ci sarebbero anche la possibilità di proporre Grieco o Lavecchia da subito su una delle due corsie laterali.
Le valutazioni del momento, tuttavia, non hanno il conforto del campo, anche perché il Pisticci ha puntato, ovviamente, su una preparazione atletica impostata innanzitutto sui carichi di lavoro finalizzato al potenziamento fisico.
Qualche primissima indicazione, tuttavia, potrebbe provenire dall’amichevole di domenica prossima, quando il Pisticci andrà a far visita al Casarano, squadra con ambizioni di alta classifica in Interregionale, in quel di Rifreddo, sede del ritiro dei salentini.
Un test di spessore, dunque, per i ragazzi di Valente, che per la prima volta saranno chiamati all’impatto con una realtà di serie D, probabilmente con una squadra che sarà diretta avversaria nel corso del prossimo campionato.
Roberto D’Alessandro

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