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Un nuovo impulso al turismo regionale. Un impulso che può arrivare dalla rivitalizzazione dei centri storici e, in special modo, dei borghi antichi (rurali e costieri) che, nel tempo, sono stati abbandonati a vantaggio dei grossi centri. È questo ciò che è alla base, tra l’altro, del «riordino dell’organizzazione turistica regionale», la legge approvata dal Consiglio regionale con la quale sono state anche introdotte le norme generali relative all’albergo diffuso. Una figura, quest’ultima, che, come scritto nella legge, altro non è che «una struttura ricettiva unitaria, situata nei centri storici le cui componenti possono essere dislocate in edifici diversi, vicini tra loro, e con servizi di bar, ristorazione, sala Tv, preferibilmente ubicati nello stesso stabile dove è localizzata la reception». Così, grazie anche al recupero di antichi edifici, spesso abbandonati a se stessi, si rivitalizzano i centri storici che, in questo modo, riescono a rivivere i fasti di un passato piuttosto recente dove la familiarità e la «sacralità» del vicinato erano elementi fondamentali della vita di ogni giorno e che oggi, purtroppo, inglobati dallo stress quotidiano e dalla frenesia del successo, stanno lentamente scomparendo, sconfitti dall’indifferenza e dall’egoismo. Un’idea che, secondo l’assessore regionale al Turismo della Calabria, Damiano Guagliardi, «specie per alcune zone dell’entroterra calabrese, potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza e far sì che, specialmente i giovani, non siano costretti ad abbandonare la regione in cerca di fortuna». L’albergo diffuso, comunque, la cui capacità minima deve essere di almeno 30 posti letto complessivi, «altro non è – spiega nel IX rapporto sul tursimo, il consulente dell’assessorato regionale al Turismo, Rocco Tassone – che un albergo orizzontale che nasce mettendo a sistema strutture preesistenti e organizzandole in modo da poter offrire a tutti gli ospiti servizi di natura alberghiera». «Non è dunque una semplice rete di appartamenti – conclude – ma un vero e proprio albergo, di sapore autentico, che può contribuire a svolgere una funzione di rivitalizzazione dei centri storici e che permette agli ospiti di sentirsi non turisti, ma veri e propri ‘residenti temporaneì».

Nella foto il centro storico di Cosenza

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