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si avviano alla conclusione le procedure per l’approvazione della nuova legge sismica della Regione, in merito alla vigilanza sulle costruzioni nelle zone sismiche, per come previsto dal Dpr 380/01, e ribadito dalla Corte Costituzionale, che con sentenza n. 182 del 20 aprile 2006 ha sancito la necessità del ritorno al regime autorizzativo per le costruzioni.
«Anche per la Regione Calabria – ha affermato l’assessore regionale ai Lavori Pubblici Luigi Incarnato – è, dunque, divenuto improcrastinabile recepire quanto enunciato dalla Suprema Corte, adottando per tutti i progetti la nuova procedura della preventiva autorizzazione senza la quale non possono essere iniziati i lavori. E’ divenuto necessario un più adeguato regime di controllo sui progetti, in grado di distinguere tra diverse tipologie di opere, in ragione del differente grado di rischio che le stesse comportano.
In particolare, occorre porre in essere un controllo sistematico, sia sul progetto che nel corso dei lavori, per le costruzioni che presentano un rilevante indice di complessità strutturale o che rivestono un carattere strategico per un significativo afflusso di persone».
Sulla scorta di tali premesse Incarnato annuncia che «sono state avviate dalla Regione una sequenza di iniziative per definire un quadro coerente di attività al fine di perseguire l’obiettivo strategico sopra esposto. Tra le attività programmate, particolare risalto riveste il ricorso al supporto scientifico e tecnico di alta professionalità della Fondazione di ricerca «Eucentre», costituita dal dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, dall’Università degli Studi di Pavia e dall’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, con lo specifico compito di promuovere, sostenere e curare la formazione e la ricerca nel campo dell’ingegneria sismica».
In seguito all’approvazione della delibera di giunta regionale n. 73 del 18 gennaio 2008 , la Regione ha stipulato con «Eucentre» una convenzione, al fine di pervenire alla stesura e riordino della nuova normativa sismica regionale e del relativo regolamento d’attuazione; alla pianificazione delle attività di formazione per i tecnici della Regione (già avviata), degli Enti Locali e dei liberi professionisti, alla luce delle nuove normative in materia. Sulla scorta del lavoro svolto dal Dipartimento e da «Eucentre», è stata approvata la proposta di Legge Regionale (Delibera n. 510 del 4 agosto 2009), che definisce le procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale. La proposta di legge è già stata trasmessa al Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva, prevista per la prossima settimana. La nuova legge verrà attuata mediante un regolamento regionale che prevede l’utilizzo, come strumento di denuncia e trasmissione delle pratiche edilizie e di gestione del territorio, di Sistemi Informatici accessibili tramite un sito web dove, a ciascun progettista iscritto agli ordini professionali, previa richiesta alla Regione Calabria, verrà fornita una password di accesso. «La Calabria – dichiara l’assessore Incarnato – è la sola regione che, a tutt’oggi, ha avviato una procedura del genere, mentre altre regioni hanno addirittura preferito diminuire sulla carta il rischio sismico. In tale contesto, non può rimanere senza esito il contenuto del servizio televisivo di «Presadiretta», in cui vengono mostrate le fasi del deposito di un progetto, in cui si parla di «autorizzazione a costruire», mentre risulta esclusivamente previsto il rilascio dell’attestato di avvenuto deposito». Incarnato interviene anche sul «tentativo di screditare il Genio Civile e l’amministrazione Regionale, a giudizio del responsabile regionale del settore Ing. Salvatore Siviglia».
«In materia di applicazione della normativa sismica – chiarisce l’assessore ai lavori Pubblici – la Regione Calabria, analogamente ad altre Regioni, in attuazione della Legge 741/81, ha finora adottato la Legge Regionale 7/98 e s.m., sostituendo l’autorizzazione preventiva dei progetti con la modalità del semplice deposito e successivo controllo a campione, con esclusione delle opere di rilevante interesse pubblico per le quali è previsto il controllo preventivo. Nello specifico, il funzionario incaricato verifica che gli elaborati presentati e le relative dichiarazioni di responsabilità siano debitamente firmati, corrispondano a quelli elencati nella denuncia di deposito, siano quelli stabiliti dalla Legge 64/74 e dal Regolamento di attuazione Regionale 1/94. Nella fattispecie – prosegue Incarnato – se un progetto dal punto di vista formale risulta pienamente conforme alla normativa vigente, ovvero se gli elaborati presentati corrispondono a quelli elencati nella richiesta di deposito e le dichiarazioni di responsabilità dei tecnici incaricati, sono regolarmente sottoscritte, non si configura alcun elemento ostativo al rilascio dell’attestazione di deposito. Per completezza, si ricorda, che le fasi successive per realizzare un’opera, prevedono: il rilascio del permesso di costruire da parte dei Comuni; la comunicazione di inizio e fine lavori del direttore dei lavori, la relazione a struttura ultimata con inclusi i certificati di prove sui materiali (rilasciati da laboratori ufficiali); l’attestazione di collaudo, da parte del collaudatore statico, della conformità dell’opera realizzata rispetto al progetto depositato e alle prove sui materiali certificati. Con il certificato di collaudo viene chiuso il procedimento amministrativo. I documenti citati, redatti e sottoscritti da professionisti abilitati per legge, esonerano gli uffici dalla verifica sulla rispondenza fra quanto progettato e depositato e quanto costruito. L’eventuale valutazione di merito viene effettuata soltanto sui progetti sorteggiati in un campione rappresentativo del 5% delle pratiche per le quali è stata concessa l’attestazione di avvenuto deposito. Solo tanto e non altro risulta previsto dalle norme regionali in materia. Tutto ciò – precisa infine l’assessore Incarnato – per chiarire i diversi aspetti della problematica in essere ed evitare inutile e pretestuose polemiche o, ancor di più, dannose e gratuite strumentalizzazioni».

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