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La nave Jolly Rosso, prima che si spiaggiasse ad Amantea nel dicembre 1990, stava per essere venduta e, secondo i servizi segreti italiani, per trasformarla in una imbarcazione officina per l’assemblaggio di siluri che dovevano essere venduti in Iran. Della vicenda si fa riferimento in un voluminoso dossier dei servizi segreti all’interno del quale si afferma anche che la nave veniva utilizzata per il trasporto di rifiuti radioattivi. Nel dossier dei servizi segreti si fa riferimento ad un incontro avvenuto nel luglio del 1988 a Milano tra un capo pasdaran e la Comerio industry Ltd. Nell’incontro si sarebbero definiti gli ultimi accordi per l’acquisto della nave che doveva essere poi trasformata in officina e logistica per la costruzione del prototipo e della serie di 60 siluri tipo A.184 con teleguida e comando a distanza. La Jolly Rosso, secondo la relazione dei servizi, doveva essere trasformata a Genova a brevissima scadenza. Successivamente doveva essere trasferita a Malta per essere preparata per poi essere portata in un non meglio precisato porto iraniano all’estremo sud, a circa 8 ore di navigazione con il confine del Pakistan. Qui si doveva passare alla produzione in serie di 60 pezzi di siluri.

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