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Un arsenale è stato scoperto dalla polizia di Stato del commissariato di Gioia Tauro nelle campagne di Rosarno, nel Reggino. Oltre a diverse armi è stato trovato anche un lanciamissili. Su tutte le armi è stata avviata l’attività di verifica per cercare di individuarne la provenienza. Le indagini che hanno portato alla scoperta dell’arsenale sono state coordinate dal procuratore capo della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo.
Il lanciarazzi controcarro sequestrato è un modello M-80 di fabbricazione della ex Jugoslavia. Si tratta, sottolineano gli inquirenti, di una potente arma da guerra monouso che fa parte degli armamenti in dotazione alle truppe di fanteria degli eserciti moderni.
Generalmente viene impiegata per distruggere mezzi corazzati, ma anche strutture come bunker o postazioni fortificate. L’arma è ad alto potenziale, avendo effetti devastanti sul bersaglio con una capacità di penetrazione in una struttura in acciaio di 300 mm circa che aumenta fino a 2,5 volte nel cemento armato.
Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito di una perquisizione in via Marco Polo 44, nell’abitazione di Salvatore Bonfiglio, 34 anni, di Taurianova (Rc), già sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso orale, con precedenti di Polizia per rapina e truffa, operaio di una ditta edile, attualmente irreperibile, e della moglie Maria Antonia Mileto, 27 anni, di Cinquefrondi (Rc), incensurata, casalinga, arerstata in conseguenza della scoperta delle armi.
Gli agenti hanno sequestrato diverse parti di armi del tipo da guerra e vario munizionamento nascosto nel giardino di pertinenza dell’abitazione, all’interno di tre bidoni in plastica per pittura. I bidoni erano ben interrati sotto una piccola tettoia in lamiera sorretta da paletti, sotto la quale il terreno sembrava essere stato mosso di recente. L’arsenale comprende un caricatore marca Glock con capacità di 17 colpi; un caricatore marca Glock cal. 9 para con capacità di 31 colpi; un caricatore marca Mec-Gar cal. 9 para con capacità di 15 colpi; un caricatore marca Glock calibro 9 para con capacità di 31 colpi; un caricatore marca Mec-Gar cal. 9 para con capacità di 20 colpi; un caricatore, privo di marca, calibro 9 para con capacità di 15 colpi; 21 cartucce calibro 12 «a pallettoni», marca Fiocchi 11/0; un caricatore a «banana» per Kalashnikov da 30 colpi; un caricatore circolare per arma da guerra; 3 piastrine metalliche per ricaricamento rapido per munizionamento da guerra contenenti, complessivamente, 29 cartucce cal. 7,62X 39, di cui uno «tracciante».
La perquisizione è stata poi estesa ad un fondo incolto, posto proprio di fronte la casa dei Bonfiglio, separato da questa solo da una stretta stradina comunale sterrata.
All’interno del terreno, sotto alcune piante di arance, sono state avviate le operazioni di scavo. E’ stato trovato un grosso tubo in plastica interrato con all’interno il lanciarazzi controcarro; un fucile calibro 12 marca Benelli modello m 3 super 90 con matricola punzonata contenuto all’interno di una custodia in similpelle di colore marrone; un fucile calibro 12 marca Benelli mod. m 3 super 90 con matricola punzonata contenuto all’interno di una custodia in tessuto di colore verde; un fucile calibro 12 marca Franchi mod. 612 VS con matricola punzonata contenuto all’interno di una custodia in cordura di colore verde recante la scritta «Franchi» e, nella tasca laterale, 10 cartucce calibro 12 a pallettoni marca Fiocchi; un fucile calibro 12 marca Franchi semiautomatico con matricola carcassa numero 202371; un fucile calibro 12 marca Franchi semiautomatico con matricola abrasa; un fucile calibro 12 marca Baikal semiautomatico con matricola abrasa. Maria Antonia Mileto è stata sottoposta al regime degli arresti domiciliari, essendo madre di figlie minori, mentre il marito è attivamente ricercato.

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