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«Le primarie in Calabria sono una cosa seria, molto seria. Non per nulla, si è deciso di istituirle con legge, come è avvenuto in una sola altra regione, la civilissima Toscana. Ma visto che ci viene rivolto un invito alla trasparenza e viene sollevata impropriamente una questione di conflitto d’interessi, è bene sgomberare il campo da argomenti pretestuosi». Lo sostiene il Presidente della Regione Agazio Loiero, replicando ad alcune obiezioni mosse tra l’altro dall’on. Doris Lo Moro (Pd) che ha annunciato la sua candidatura alle primarie che si svolgeranno il 10 gennaio 2010. «Nel sistema delle primarie, l’unico potere attribuito al Presidente della Regione – aggiunge Loiero – riguarda la fissazione della data per le elezioni. Non si tratta di un potere senza limiti, perchè la legge prescrive rigidamente il periodo entro il quale le elezioni si devono tenere. Tale potere io l’ho esercitato due volte. Infatti, con un primo decreto del 14 novembre, sentito anche il Presidente del Consiglio regionale Bova, avevo fissato la data il 20 dicembre 2009, ultima domenica utile dell’anno, salvo che non si volesse portare i cittadini alle urne tra Natale e Capodanno. E però, l’impossibilità materiale di pubblicare il decreto sul Burc nei 35 giorni precedenti la data delle elezioni, come impone la legge, ha comportato l’adozione di un secondo decreto, in rettifica del precedente, con lo slittamento al 10 gennaio 2010, prima data utile successiva. Tengo a precisare che prima della fissazione di entrambe le date, ho interpellato la Giunta, che ha condiviso la scelta». «Non si capisce, dunque, in che cosa possa configurarsi un conflitto di interessi – afferma ancora Loiero – in quanto ognuno può liberamente partecipare alle primarie e concorrere democraticamente alla candidatura, con tutte le garanzie di legge». Il governatore ha aggiunto poi: «Voglio chiarire che il procedimento elettorale, dopo la presentazione delle liste e dei candidati, è tutto in mano ai sindaci dei 409 comuni della Calabria, i quali devono nominare un responsabile dell’ufficio elettorale che, a sua volta, individuerà i seggi dove si andrà a votare e nominerà per sorteggio i Presidenti dei seggi stessi, attingendo dalle liste della Corte d’appello. Gli scrutatori, invece, sono individuati dai rappresentanti delle liste e quindi dai partiti o dalle coalizioni in competizione. Non vedo, quindi, dove risiederebbe il conflitto d’interessi del Presidente della Regione o addirittura del Presidente del Consiglio regionale». «Il procedimento di voto – sostiene, infine, il presidente della Regione – a partire dalla individuazione dell’elettorato passivo, ricalca interamente quello delle elezioni regionali e nazionali, cui l’on. Lo Moro ha partecipato, senza sollevare particolari obiezioni. Per quanto riguarda, in particolare, il divieto di propaganda elettorale per i mafiosi, che – come l’on. Lo Moro ricorderà – la Giunta di cui anche lei allora faceva parte, sin dal 2005 ha chiesto di introdurre al Parlamento nazionale, esso potrà essere applicato solo una volta che esso sia diventato legge nazionale, posto che si tratta di norma che incide su diritti soggettivi individuali, che possono essere conculcati solo da una legge di rango statale».

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