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Il bianco è il colore di «Luce nella notte», la manifestazione contro la violenza sulle donne promossa da Fidapa e da decine di associazioni ed enti, che si terrà domenica 13 dicembre a Catanzaro.
Un qualsiasi capo per le donne, rigorosamente la camicia per gli uomini: indossando il colore bianco durante la fiaccolata (raduno al San Giovanni ore 18,30) verrà lanciato un messaggio allo stesso tempo di denuncia e di speranza.
Il programma della manifestazione di domenica prevede tre momenti: il primo è la fiaccolata che, partendo dalla chiesa di San Giovanni, percorrerà corso Mazzini fino alla piazza del teatro Politeama; il secondo è la firma del protocollo d’intesa con Anci, Upi e Presidenza della Giunta Regionale; il terzo lo spettacolo – ad ingresso gratuito – dedicato ad Alda Merini e alle sue poesie, offerto dalla Fondazione Politeama e dal suo laboratorio teatrale.
Numerosi, come detto, gli enti che hanno patrocinato la manifestazione: Regione Calabria, Provincia di Catanzaro, Fondazione Politeama, i Comuni di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Soverato, Lamezia Terme, Camera di Commercio di Catanzaro.
Lunghissimo l’elenco delle adesioni che comprende praticamente tutti gli organismi di parità, le associazioni femminili, i club service. Particolarmente significativa la presenza del Centro antiviolenza intitolato a Roberta Lanzino, la ragazza di Cosenza brutalmente assassinata nel 1988 e divenuta simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.
«La violenza in Calabria – ha ricordato la presidente di Fidapa, Marisa Fagà – assume diversi volti inquietanti e la Fidapa ,ben consapevole di ciò, intende spendersi con priorità su questo terreno,nella piena convinzione che se le donne in Calabria sapranno essere unite , abbattendo i muri delle appartenenze ,riusciranno ad aggredire questa sciagura non più tollerabile». Le organizzatrici della manifestazione hanno anche voluto ricordare un passaggio della recente dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ricordato che «anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento. Ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità. Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne».

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