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L’imprenditore Salvatore Mzzei, di 53 anni, di Lamezia Terme, è stato nuovamente arrestato dopo che gli è stata ripristinata la custodia cautelare in carcere al posto di quella ai domiciliari. Mazzei era stato arrestato dai carabinieri del Ros, insieme ad altri due imprenditori, il 27 febbraio scorso per associazione mafiosa ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose.
Mazzei, titolare di numerose attività nel settore del movimento terra, estrazione di inerti e commercializzazione di calcestruzzo, è accusato di essere il rappresentante della ‘ndrangheta nell’infiltrazione nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Dalle indagini che portarono al suo arresto nel febbraio scorso, è emerso che Mazzei era stato imposto dalla criminalità quale unico fornitore per le società che lavoravano nel tratto della A3 tra Lamezia e Pizzo.
Inoltre avrebbe svolto un ruolo di mediatore con la criminalità organizzata, in grado di garantire la «tranquillità ambientale» sui cantieri, promuovendo l’affidamento di subcontratti ad altri imprenditori controllati dalle cosche e assicurando, in tal modo, anche la ripartizione dei proventi estorsivi. Dopo l’arresto, il 17 marzo scorso, il gip sostituì l’arresto in carcere con quello ai domiciliari. La decisione fu impugnata dall’allora pm della Dda Marisa Manzi, poi sostituita da Giampaolo Boninsegna.
Il Tribuale della libertà, accogliendo l’appello del pm, ripristinò la custodia in carcere. Il provvedimento fu nuovamente impugnato in Cassazione dai legali di Mazzei, ma la Corte ha respinto il ricorso dichiarano valida dell’ordinanza del tribunale della libertà che ripristinava la custodia cautelare in carcere. Nella serata di ieri i carabinieri del Ros e della Compagnia di Lamezia hanno proceduto al nuovo arresto di Mazzei che si trova ricoverato in ospedale per accertamenti dove rimarrà piantonato.

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