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Centinaia di firme raccolte e moduli per la presentazione del referendum terminati. Sono i primi dati ottenuti dal Comitato Natale De Grazia di Amantea a poche ore dall’inizio della campagna di raccolta delle firme per chiedere l’abrogazione della legge che prevede la privatizzazione dell’acqua. «Un dato più che incoraggiante – è detto in un comunicato del Comitato – che porta gli attivisti del movimento civico a proseguire nella battaglia per mantenere pubblica la gestione e la fornitura dell’acqua nell’intero territorio italiano.
Un’iniziativa promossa su scala nazionale dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua a cui il Comitato De Grazia ha aderito con slancio ed entusiasmo. Nella sola giornata di domenica scorsa, allo stand allestito dagli attivisti dell’associazione e messo a disposizione dal Comune di Amantea in Piazza Commercio, si sono fermati in centinaia per firmare i moduli necessaria a proporre il referendum abrogativo».
«Un successo che ha spinto gli attivisti del Comitato De Grazia – si afferma ancora nel comunicato – a decidere di riproporre la raccolta di firme anche nei prossimi giorni in molte piazze dell’hinterland di Amantea. Il processo di privatizzazione dell’acqua partito nel 1994 col Governo Amato, è stato recentemente portato a termine dal Governo Berlusconi, con il decreto Ronchi che prevede l’affidamento ai privati della gestione di tutto il servizio idrico. Entro il 2011 l’acqua dovrà essere ‘messa sul mercatò per essere gestita privatamente. Infatti in ogni società mista che gestirà il servizio, la quota di capitale pubblico dovrà essere minoritaria ed entro il 2015 non dovrà superare il 30%».
«Poichè qualsiasi privato che investe capitali – sostiene il Comitato De Grazia – lo fa per guadagnarci il più possibile, è facile prevedere aumenti enormi di tariffe che faranno diventare l’acqua del rubinetto più cara di quella comprata nei supermercati. In quei comuni dove l’esperimento di privatizzazione è già stato attuato i cittadini si sono visti aumentare le bollette del 200-300 per cento. Accadrà la stessa cosa a tutti noi se non verrà fermata questa ennesima operazione di speculazione ai danni dei cittadini-consumatori».

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