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Un arsenale composto da una bomba di 800 grammi, con una miccia di un metro, in grado di fare saltare in aria due automobili e da sei candelotti premex usati nei lavori stradali, è stato scoperto dagli agenti del Commissariato di Palmi della polizia. L’esplosivo, insieme a cinque scatole di cartucce, era nascosto in un tubo di plastica interrato all’interno di un piccolo bunker di un metro per due realizzato nelle vicinanze di una galleria ferroviaria su un terreno di proprietà delle Ferrovie, ma coltivato abusivamente da una famiglia della zona.
Il bunker, secondo le prime indagini della polizia, sarebbe stato realizzato proprio dai componenti della famiglia. Per questo motivo, gli investigatori hanno fermato Antonino Catalano, di 65 anni. Il figlio di quest’ultimo, Francesco, di 30 anni, è stato ucciso il 20 febbraio scorso in un agguato a Bagnara. L’uomo, ex sorvegliato speciale, era alla guida di un motocarro quando è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile e pistola. Il movente dell’agguato, secondo quanto è emerso dalle prime indagini, sarebbe da collegare a contrasti negli ambienti della ‘ndrangheta, ai quali, secondo gli investigatori, la vittima sarebbe stata contigua.

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