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In ballo c’è la ripresa industriale della Basilicata. Ci sono lavoratori usciti dal mercato e altri che rischiano di non entrarci, aziende che chiudono, un territorio che continua a impoverirsi. Tutto bloccato, «viviamo in un tempo difficile, nel quale la crescita del Paese è ferma da dieci anni».
Il presidente della Regione, Vito De Filippo, e l’assessore alle Attività produttive, Erminio Restaino, hanno fretta: hanno convocato una conferenza stampa di domenica mattina «per farvi capire che stiamo lavorando notte e giorno a queste tematiche, non c’è giorno festivo che regga».
C’è l’urgenza, da parte della Regione, di lanciare un messaggio: il Governo nazionale taglia, la Basilicata investe. Tremonti nella sua manovra non ha dato nessuno spazio alla ripresa, la piccola Basilicata dà un segnale, «un cambio di marcia con nuove speranze e possibilità per uscire dalla crisi». Così De Filippo e Restaino hanno presentato i tre avvisi pubblici per effettuare investimenti nelle aree industriali della Val d’Agri, della Valbasento e di Matera.
In totale, la Regione mette a disposizione 80 milioni di euro, «ma stiamo valutando come aumentare le risorse per allungare le graduatorie». Finora sono 58 le manifestazioni di interesse: a «regime è prevista – ha aggiunto De Filippo – la creazione di 1.300 nuovi posti di lavori per un investimento complessivo di circa 700 milioni di euro».
Nei prossimi venti giorni, saranno valutate attentamente (secondo i parametri delle garanzie bancarie, dei piani industriali e delle “storie” di ogni impresa) le 58 proposte presentate (36 per nuovi investimenti industriali e 22 per l’ampliamento di imprese già operanti).
«Siamo convinti che questi siano criteri rassicuranti, in grado di metterci al riparo dai fallimenti del passato».
Una fetta consistente dei fondi sarà destinata al Materano, alla Valbasento in particolare. Per il bando Valbasento (34 milioni di euro), infatti, sono 21 le domande ammesse a valutazione, di cui 9 per ampliamento, 869 i posti di lavoro complessivi a regime, comprensivi di quelli già attivi, di cui 434 nuovi. L’investimento complessivo è di 237,2 milioni di euro.
Per il bando Matera (16 milioni di euro) sono 21 le domande ammesse alla valutazione, di cui 9 per ampliamento, 971 i posti di lavoro complessivi, comprensivi di quelli già attivi, di cui 485 nuovi. L’investimento complessivo è di 246,2 milioni di euro.
Trenta milioni di euro, infine, sono previsti per il Bando Val d’Agri, ma «c’è la possibilità – ha detto De Filippo – che vengano presto raddoppiati». Per quest’ultimo bando la giunta regionale ha ammesso a valutazione 16 domande, con la previsione di 394 nuovi posti di lavoro e un investimento complessivo di 205,5 milioni di euro.
Per gli avvisi pubblici Val D’Agri, Valbasento e Matera sono state ritenute prioritarie, le iniziative coerenti e rivolte a potenziare, sviluppare e valorizzare i seguenti settori strategici: potenziamento settori esistenti (meccanica, chimica, materie plastiche, riciclaggio materiali usati, produzioni innovative); energia (risparmio energetico, bioedilizia, edilizia antisismica, fotovoltaico, biomasse, energie alternative); chimico farmaceutico; Mobilità (Security, Infomobilità, mobilità sostenibile, materiali innovativi); osservazione della terra (climate change, agrometeorologia, monitoraggio ambientale).
«A breve – ha annunciato l’assessore Restaino – sarà riconvocato anche il tavolo per il bando dei siti industriali inattivi. Con questi tre bandi, invece, abbiamo creato le condizioni per l’atterraggio di nuove importanti iniziative industriali. Da sottolineare che gli investimenti terranno conto dei lavoratori che attualmente vivono in situazioni di difficoltà». Nei prossimi giorni, l’assessore incontrerà poi anche i rappresentanti del sistema bancario e di Confindustria, perché la ripresa sia completa.
«I risultati dell’Avviso pubblico per favorire investimenti industriali nell’area di Viggiano – ha commentato nel pomeriggio il vice presidente del consiglio regionale, Antonio Autilio – confermano il forte interesse imprenditoriale per quest’area che ha un potenziale di sviluppo e di occupazione, riferiti alla presenza di risorse petrolifere e di gas naturale oltre che alle opere di infrastrutturazione primaria e di servizi in grado di consentire la competitività, elementi che sono ancora ampiamente inespressi nonostante i programmi di promozione ed incentivazione».
«La nuova fase che si aprirà a breve con l’avvio dei sei progetti industriali approvati, con contributi regionali per 30 milioni di euro, in grado di realizzare 443 posti di lavoro. E’ inoltre da sostenere l’impegno assunto dalla giunta regionale per finanziare le rimanenti dieci richieste presentate, che non hanno trovato immediata disponibiltà di risorse e che consentiranno la creazione di altri 320 posti di lavoro. Per l’area industriale di Viggiano trova attuazione il duplice impegno, da una parte per salvare i posti di lavori minacciati da crisi aziendali, come nel caso della Vibac, e dall’altra di creare nuovi posti soprattutto attraverso attività fortemente innovative nei settori di produzioni tecnologicamente avanzate per energia ed elettromedicali. E’ questo un ulteriore passo avanti in direzione dell’istituzione del Distretto energetico Val d’agri con industrie e stabilimenti che si occupano delle attività dirette ed indotte e quindi occupazione qualificata per giovani laureati. Il Bando riferito all’area di Viggiano, inoltre, è strettamente intrecciato alle misure previste dal P.O. Val d’Agri e rappresentano lo strumento efficace per superare l’attuale situazione di squilibrio sociale con le aree più forti della Regione».
a.giacummo@luedi.it

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