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Il segretario generale della Cgil della Piana di Gioia Tauro, Antonino Calogero (in foto), ha inviato una lettera ai sindaci del comprensorio per chiedere la loro partecipazione alla manifestazione dello sciopero generale che si svolgerà il 25 giugno.
«E’ ormai chiaro a tutti – scrive Calogero nella missiva – che stiamo vivendo una delle crisi economiche e sociali più pesanti della nostra epoca. Condizioni di vero disagio stanno attanagliando i Cittadini e le loro famiglie con ricadute preoccupanti per gli strati sociali più deboli. Lo scenario futuro rischia di divenire più incerto alla luce della recente approvazione da parte del governo nazionale di una manovra finanziaria che riteniamo iniqua nella distribuzione dei sacrifici ed inefficace sotto il profilo economico e sociale. Da più parti si è alzata, in questi giorni, la voce degli enti locali che, senza precise differenze di orientamento politico, bocciano la finanziaria perchè taglia ancora i trasferimenti di fondi, obbligando di fatto i Comuni a tassare ulteriormente i cittadini».
«Infatti, all’interno – prosegue – delle misure previste dal Governo, la voce dei tagli agli enti locali rappresenta il capitolato di gran lunga più importante che pesa per circa tredici miliardi di euro, rappresentando da solo oltre la metà del valore complessivo della manovra. Questo produrrà vincoli più rigidi dei patti di stabilità, blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni, riduzione del personale ed il rischio dell’interruzione dei rapporti di utilizzazione di tutto il personale precario, compreso quello storico Lsu-Lpu. Il nostro è un Paese che continua ad andare in una direzione sbagliata e con queste scelte politiche non sta facendo altro che aumentare il divario tra le popolazioni ricche e quelle povere , tra il Nord è il Sud ; è questa un ulteriore motivazione per non condividere oggettivamente le suddette scelte.
Come Cgil, con grande senso di responsabilità, da tempo, chiediamo che venga cambiato passo e che, soprattutto, siano distribuiti più equamente i sacrifici, guardando non solo ai tagli, talvolta dolorosi e necessari, ma inserendo politiche per lo sviluppo e l’occupazione, per rilanciare i consumi ed economia attraverso interventi di sostengo al reddito delle famiglie».
«E’ per queste ragioni – conclude – che non ci fanno intravedere una via di uscita dalla crisi, che, non a cuor leggero, abbiamo proclamato lo Sciopero Generale per il 25 giugno. Per la Cgil il coinvolgimento delle Autonomie locali è importante e decisivo per la affermazione della democrazia partecipata e per gli interessi generali dei lavoratori e del Paese».

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