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Nei giorni scorsi don Ciotti aveva denunciato che nessuno si era reso disponibile ad effettuare la trebbiatura su quei terreni, ma oggi i lavori sui terreni dei clan confiscati e assegnati all’associazione Libera sono iniziati:
«Non doveva e poteva essere un regalo alla malavita organizzata e cosi non è stato, la società responsabile grazie alla sensibilità del Prefetto di Crotone ha reagito e finalmente si è concretizzata la raccolta e trebbiatura dell’orzo sui terreni confiscati alla criminalità organizzata», ha commentato Pietro Molinaro, di Coldiretti Calabria (nella foto).
«L’inizio delle operazioni a Isola Capo Rizzuto che su imput del Prefetto hanno visto impegnata anche la Coldiretti nel reperire la mototrebbiatrice si attesta quale simbolo di riscatto contro la protervia ed il clima di paura. Non è solo un gesto simbolico quello di oggi – ha detto ancora Molinaro – ma la convinzione che si può fare fronte comune per debellare questo cancro che opprime la società. L’utilizzo ai fini sociali dei patrimoni confiscati ha un valore rilevante e insostituibile: in primo luogo di riaffermazione dell’autorità dello Stato, che restituisce alle comunità locali i beni illecitamente sottratti dalle organizzazioni criminali ed in secondo luogo la promozione di iniziative sociali (educative, culturali, di lotta all’emarginazione, di sostegno alla legalità) ed economiche (attività lavorativa di produzione di prodotti agricoli) volte a ricostruire parte di quel tessuto sociale depauperato dalla criminalità e in territori dove la prossimità fra disoccupazione e criminalità è fattore di rischio per i giovani.
Per l’organizzazione agricola e forza sociale, questo esempio deve diventare cultura stabile, esempio da emulare e crescita della coscienza quindi sono necessari percorsi formativi nelle scuole attuando anche il protocollo d’intesa tra l’Assessorato Regionale Pubblica Istruzione e Cultura stipulato con la coldiretti questo è un investimento che darà sicuramente frutti. Possiamo ben dire – ha concluso Molinaro – che da oggi la criminalità è più povera».

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