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La Procura generale di Catanzaro ha presentato in Cassazione il ricorso contro sei dei 17 proscioglimenti decisi dal Giudice nell’udienza preliminare, Abigail Mellace, per l’inchiesta Why Not sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici. Il ricorso riguarda il proscioglimento dall’accusa di associazione per delinquere nei confronti degli esponenti politici Nicola Adamo, Ennio Morrone, Franco Morelli e Dionisio Gallo; del coordinatore del consorzio Brutium, Giancarlo Franzè, e del dirigente della Regione Calabria, Aldo Curto.
Nel provvedimento di 15 pagine i sostituti procuratori generali Eugenio Facciolla e Massimo Lia evidenziano una illogicità nella decisione del Gip perchè è stato deciso il proscioglimento dall’associazione per delinquere ma non da altri reati contestati ad alcuni dei sei indagati. Secondo la Procura generale, inoltre, il giudice è giunto alla decisione basandosi solamente sull’inattendibilità della testimone Caterina Merante, senza tener conto degli altri elementi e riscontri emersi nel corso delle indagini.
Nell’udienza preliminare sono state prosciolte 17 persone e rinviati a giudizio 27 indagati. Il processo per questi ultimi proseguirà a gennaio del 2011. Il dibattimento con rito abbreviato si è concluso nel marzo scorso con otto condanne e 34 assoluzioni. La Procura generale è adesso al lavoro per preparare i ricorsi in appello contro le assoluzioni decise nel processo con rito abbreviato. Per questi ultimi i termini scadranno agli inizi di dicembre. La settimana scorsa la Procura generale ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica per quanto riguarda le nuove ipotesi di reato emerse nel corso del processo e dell’udienza preliminare.

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