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di Renato Carpentieri
UN PRIMO tempo orrido. Il peggiore del Matera visto finora, mentre nella ripresa qualcosa si è mosso ma è chiaro che il Matera non riesce più a imporre il proprio gioco e questo è senza dubbi il cruccio di Adriano Cadregari che non le ha certo mandate a dire ai suoi nel dopo partita. A confermare la cosa è l’attaccante del Matera, Antonio Del Sorbo. «Non siamo proprio scesi in campo nella prima frazione. Non lo so perchè. Nella ripresa ci siamo mossi meglio e pur rischiando qualcosa abbiamo provato a pareggiare». Squadra prevedibile il Matera. O meglio studiata bene dagli avversari e infatti mancando l’unica arma imprevedibile, ovvero Angelo Logrieco, tutto diventa più difficile in termini di costruzione della manovra e di pericolosità. Tutto lavoro per il tecnico Adriano Cadregari che oggi dovrà capire cosa c’è da modificare per non essere puntualmente stoppati dagli avversari. E’ chiaro che non può essere ancora maturo il tempo dei processi, perchè gli imputati al momento non ce ne sono e il Matera non è nelle sabbie mobili. Quindi, ripartire dalle cose buone viste a Campobasso e senza dubbi l’esordio di Giovanni Scarpato è una di queste. «Scendiamo in campo con grande voglia e tante motivazioni, però c’è qualche ingranaggio che non gira come vorremmo e quindi non riusciamo ad esprimerci come vogliamo. Abbiamo una partita importante alle porte e quindi non possiamo che affidarci ai nostri tifosi, perchè avere il pubblico che tio sorregge è importante per una squadra giovane come la nostra. Anche a Campobasso i tifosi hanno inciso sulla loro squadra e noi confidiamo in loro per domenica». Matera prevedibile, perchè l’assenza di Logrieco ha inciso proprio da questo punto di vista. Infatti, il capitano quando prende palla può accadere di tutto ed anche il contrario. Il suo recupero è fondamentale e sicuramente contro l’Avellino sarà un punto di riferimento per tutta la squadra, ma anche Scarpato può dare qualcosa perchè ha dinamismo e cattiveria calcistica da vendere. Di certo, però, il tecnico non è uno che stravolge le sue squadre con facilità. «Nel secondo tempo abbiamo fatto vedere qualche cosa in più, meglio del primo sì, ma neanche i secondi quarantacinque minuti mi hanno soddisfatto. Poi, nei minuti finali abbiamo cercato di buttare la palla nella loro area, eravamo tutti avanti, ci poteva stare anche il pareggio. Però, voglio essere sincero, il gol non l’avremmo meritato. Dovevamo rischiare, perciò ho messo un’altra punta, ci stava tutto visto che eravamo ancora in svantaggio. Noi non possiamo dire niente, dobbiamo soltanto non ripetere questo tipo di prestazioni, perchè non è di certo questo il vero Matera». L’augurio è che contro l’Avellino si possa rivedere quello prima del Milazzo e cancellare due sconfitte che hanno creato delusione.
QUI MELFI-NOVE partite, tre sconfitte. Non certo poche per una squadra che ha tutte le carte in regola per poter puntare in alto. O almeno dovrebbe. Il condizionale è d’uopo perché a questa squadra manca attualmente una caratteristica irrinunciabile per chi vuole affrontare un torneo da protagonista. Questo Melfi è senza carattere e senza mentalità vincente. Si suol dire che tre indizi fanno una prova, ed i tre indizi sono arrivati. Le tre sconfitte patite sono uguali nel punteggio, (1 a 0) e hanno palesato l’incapacità dei gialloverdi di rimontare una volta passati in svantaggio. Se a Trapani il gol avversario era giunto in extremis, contro Latina ed Aversa il tempo per rimediare c’era eccome. I ciociari segnarono in chiusura di primo tempo, i campani addirittura prima, quando c’era da affrontare ancora un ora di gioco. Una squadra come il Melfi deve saper far fronte a certe situazioni, come quella di andare sotto, che in campo esterno possono capitare. Invece i gialloverdi non hanno ancora una volta saputo almeno pervenire al pari, risultato che fuori casa non è mai arrivato finora. Tre sconfitte e due affermazioni arrivate contro Catanzaro e Vibonese non propriamente Real Madrid e Barcellona. Lontano dal Valerio il Melfi deve ancora dimostrare la sua consistenza, considerando anche un altro dato alquanto eloquente. Solamente tre i gol realizzati fuori casa. Decisamente pochi per un attacco dalle potenzialità come quello dei federiciani. Guazzo ha segnato una sola volta, Chiaria nemmeno in una circostanza. Ad Aversa le occasioni non sono mancate, ma un po’ la bravura dell’estremo avversario ed un po’ peccati di imprecisione hanno determinato un’altra domenica all’asciutto. Chiamato ad effettuare il salto di qualità, il Melfi ha fallito un altro appuntamento. Stanno diventando troppi in questo campionato, i rinvii di crescita. Nel frattempo la concorrenza non sta certo a guardare. Siamo arrivati ad un bivio. O questo gruppo dimostra di avere le qualità per emergere e stare al passo con le prime posizioni, in modo continuativo, o altrimenti e meglio da parte della società, cambiare i programmi e puntare esclusivamente sulla valorizzazione dei giovani. Tanto quest’anno con una sola retrocessione prevista e con la pochezza vista in certi avversari, raggiungere una comoda salvezza non sarebbe certo difficile. Dall’altro lato però si aumenterebbero gli under in campo, monetizzando e valorizzando le tante promesse in organico. Mantenere questo organico, richiede sacrifici enormi da parte della dirigenza. Sforzi che al momento non sono stati ripagati pienamente. Contro l’Avellino 15 giorni fa dopo una dura reprimenda societaria, questo gruppo fu capace di giocare una partita ammirevole per impegno, determinazione e compattezza. Una prestazione eccellente che non può e non deve restare episodio isolato nel contesto di un cammino troppo condensato da alti e bassi. Con il Campobasso domenica prossima e fino alla sosta natalizia almeno inizia un nuovo campionato. Chi va in campo dimostri di essere all’altezza del compito e soprattutto in linea con l’ingaggio pattuito.
Emilio Fidanzio

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