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Aveva 45 anni, Gianfranco Geraci, il sub morto ieri durante un’immersione nelle acque antistanti Fiumefreddo Bruzio, in provincia di Cosenza. Gli amici sono intervenuti per aiutarlo, ma non c’è stato niente da fare. L’uomo, dipendente della Provincia di Cosenza, era un sub esperto, appartenente all’associazione sportiva “Mediterraneo”, residente a Rovito, stava visitando un relitto a 70 metri di profondità.
Si era calato in compagnia del suo amico Francesco Sesso, quindi apparentemente in piena sicurezza per un’escursione di routine, in particolare per visitare un relitto al largo di Fiumefreddo Bruzio quando alle 13.30 circa, per motivi sconosciuti, forse a causa di un malore, Geraci ha perso conoscenza ed è annegato.
Con ogni probabilità l’uomo potrebbe essere stato preso da un attacco di panico, che a quelle profondità (stiamo parlando di circa 70 metri) può accadere in pochi secondi. Secondo una prima interpretazione, Geraci potrebbe aver deciso di azionare il Gav un giubbino che serve a dare un assetto ai sub a certe profondità, ma che se viene gonfiato ti riporta in superficie alla velocità della luce, ma purtroppo con coseguenze letali.
L’esatta dinamica dell’incidente, comunque, sarà appurata dall’inchiesta aperta dalla magistratura. Quel che è certo è che sono risultati vani tutti gli sforzi del compagno di salvarlo. Solo alle 15.30, l’imbarcazione CP851 della Capitaneria di Porto di Cetraro, intervenuta presso il luogo della tragedia, riusciva a recuperare il corpo ormai privo di vita del subacqueo.
La morte, avrebbero accertato i medici, sarebbe avvenuta per una sovradistenzione polmonare. Il presidente della Provincia, Mario Oliverio, appena saputa la notizia si è subito messo in contatto con la famiglia manifestando tutto il suo dolore e la sua vicinanza.

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