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Bruxelles – Tra crisi, scandali e crescenti pressioni nazionalistiche, il salvadanaio europeo rischia seriamente di restringersi nei prossimi anni e la Commissione europea ha avvertito che i fondi di coesione non saranno esenti da tagli.
“La questione dei fondi potrebbe deflagrare nei prossimi mesi con possibili effetti sull’entità complessiva del budget europeo e sulle quote destinate a ciascun capitolo di bilancio”, ha riferito il commissario europeo per le politiche regionali, l’austriaco Johannes Hahn, durante un’audizione ieri al Parlamento europeo a Bruxelles.
Ai deputati europei responsabili di questioni regionali, il commissario ha detto chiaramente che nessuna regione si dovrebbe sentire al sicuro da eventuali tagli.
Il dibattito sulle prospettive finanziarie europee per gli anni a venire è già informalmente iniziato con scontri al vetriolo tra le varie diplomazie, anche se si attende la metà del 2011 per una proposta formale della Commissione europea che dettagli i piani di spesa dal 2013 in poi.
Gli stati nordici, Gran Bretagna in prima linea, premono con forza perché il bilancio europeo venga ridotto. “Se tutte le amministrazioni nazionali stringono la cinghia a causa della crisi, l’Europa non può fare eccezione”, argomentano da Londra.
A sostegno di questa linea, è apparsa negli scorsi giorni una voluminosa inchiesta giornalistica inglese che svela errori, frodi e cattiva gestione dei fondi Ue. La Commissione è dovuta correre ai ripari per smentire le accuse.
Il clima è talmente rovente che le istituzioni europee non sono ancora riuscite a mettersi d’accordo sul bilancio annuale per il 2011. Molti finanziamenti per il prossimo anno sono a rischio se non si dovesse raggiungere un accordo definitivo nell’ultima occasione possibile, il vertice europeo di metà dicembre, dove però i leader Ue avranno ben altre gatte da pelare, a partire dal rischio collasso dell’euro dopo la bancarotta di Grecia e Irlanda.
Cosa significa tutto ciò per la Basilicata? Il quadro a tinte fosche appena dipinto potrebbe in realtà rivelarsi meno negativo di quel appare.
Essendo una regione in crescita economica e ormai al di sopra della soglia di povertà sancita da Bruxelles (in gergo comunitario phasing-out), la Basilicata vedrà in ogni caso diminuire i 300 milioni di euro in fondi comunitari che le sono stati promessi per il periodo 2007-2013.
E tuttavia, una proposta avanzata dalla Commissione lo scorso novembre è intesa a favorire le regioni in transizione con una programmazione finanziaria meglio dettagliata nel lungo periodo. La Basilicata godrebbe quindi di maggiori rassicurazioni sulla stabilità del rubinetto finanziario europeo, evitando di incorrere nel rischio di avere troppi fondi all’inizio per poi ritrovarsi all’asciutto nell’ultima fase delle prossime prospettive finanziarie.
Ma non è il solo punto positivo. Il commissario Hahn ha infatti chiaramente sottolineato ieri che nell’ambito della revisione delle voci di spesa Ue, più soldi saranno destinati alla competitività e meno alla coesione.
“Pur continuando a perseguire la riduzione del divario tra regioni ricche e regioni povere, è evidente che nel futuro i nostri fondi punteranno sempre di più a realizzare progetti europei a livello regionale per centrare gli obiettivi Ue di crescita e innovazione”, ha detto il commissario.
In altre parole, mentre oggi alla coesione in senso stretto vanno circa 350 miliardi di euro e alla competitività 90 in un arco di sette anni, nelle prossime prospettive finanziarie la differenza potrebbe restringersi.
Per una regione in phasing-out come la Basilicata, ciò non può che rappresentare una nota positiva, visto che il pacchetto coesione è destinato a contare sempre meno nel finanziamento lucano. Le autorità regionali hanno inoltre da tempo puntato all’innovazione e alla ricerca come volano per la crescita.
Non a caso, in settimana la regione ha presentato in Parlamento europeo, insieme al Vicepresidente dell’assemblea Ue Gianni Pittella, i meriti del distretto tecnologico regionale che è all’avanguardia nel settore dell’osservazione del pianeta e nelle tecnologie spaziali.
E il commissario Hahn non ha mancato di sottolineare nella sua audizione che la creazione di distretti rappresenta una delle chiavi di volta dello sviluppo regionale, in linea con gli obiettivi europei.
Un commento da non sottovalutare perché Bruxelles sta studiando un bonus finanziario per le regioni più virtuose. L’idea al momento è di mettere da parte il 2% dei fondi regionali complessivi per costituire una riserva per i primi della classe. Paradossalmente i fondi Ue potrebbero allora aumentare invece di calare.

Francesco Guarascio

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