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Lo scorso anno, nell’ambito delle pagelle assegnate ai governatori italiani dal Sole 24 Ore, Vito De Filippo era al settimo posto (a pari merito con il presidente delle Marche) avendo riscosso il 53 per cento dei consensi tra i duemila elettori lucani intervistati dall’Ipr Marketing.
Nell’edizione 2010 del Governance Poll realizzato dal medesimo istituto demoscopico per conto del più accreditato quotidiano economico nazionale, il presidente della Regione Basilicata compare (da solo) al sesto posto, con il 55 per cento dei consensi. Vale a dire, due punti percentuali in più rispetto al sondaggio di dodici mesi prima, rivelandosi una sorta di eccezione rispetto alla regola penalizzante del secondo mandato.

Normalmente, infatti, tutti i presidenti rieletti, da Formigoni a Errani, da Burlando a Spacca, hanno fatto un passo indietro rispetto alla precedente performance. Tutti, tranne De Filippo in Basilicata e Vendola in Puglia, con quest’ultimo posizionato al dodicesimo posto e distaccato quindi di sei posizioni in graduatoria rispetto al collega lucano. La qual cosa fa del governatore della Basilicata il leader di centrosinistra più amato nel Mezzogiorno. Non solo, ma tra tutti i suoi colleghi che nel 2010 lo precedevano nella lista del Governance Poll, Vito De Filippo è l’unico ad aver migliorato la propria posizione, dal momento che Roberto Formigoni (Lombardia) ha perso due posizioni; Vasco Errani (Emilia Romagna) e Gian Mario Spacca (Marche) quattro; mentre sono usciti di scena, perché non più candidati dai rispettivi schieramenti politici, Giancarlo Galan (Veneto), Maria Rita Lorenzetti (Umbria) e Claudio Martini (Toscana).

Un confronto, sia pure non omogeneo, tra i dati del sondaggio Ipr Marketing e i voti “veri” raccolti nelle urne in occasione delle elezioni regionali di marzo 2010 evidenzia, nel caso della Basilicata, un calo di consensi pari al 5,8 per cento. Che è comunque inferiore (e di molto) rispetto all’analogo “calo” del 14% evidenziato nel sondaggio del Sole 24 Ore dello scorso anno. A ben vedere, questi quasi otto punti di scarto tra il meno 14% del Governance Poll 2009 e il meno 5,8% del Governance Poll 2010 sono gli stessi otto punti percentuali recuperati da De Filippo nel corso delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo dell’anno appena trascorso rispetto alla soglia di consenso (53%) allora assegnatagli dal sondaggio del Sole 24 Ore.

Tutto ciò si spiega con una considerazione di ordine statistico. Nel senso che mentre il campione preso a riferimento dall’istituto demoscopico è rappresentativo, per una serie di parametri di ordine scientifico, dell’intero corpo elettorale; di fatto la percentuale di quanti esercitano il proprio diritto-dovere di voto in occasione delle competizioni amministrative e/o politiche si attesta mediamente intorno all’ottanta per cento degli elettori. E quindi, per una semplice considerazione di ordine matematico, se oggi si dovesse (teoricamente) tornare a votare, De Filippo riconfermerebbe sicuramente i voti dello scorso anno. E forse, per le azioni di governo poste in essere nei primi otto mesi del suo secondo mandato, ne guadagnerebbe qualcuno di più.

Nino GrassoPortavoce Presidente Regione

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