X
<
>

Condividi:

Operazione della polizia di Crotone, questa mattina, nei confronti della consorteria mafiosa dei Vrenna – Ciampà- Bonaventura, egemone sul territorio Crotonese. Le accuse nei confronti dei destinatari dei 28 provvedimenti cautelari è di associazione di tipo mafioso, detenzione di armi, estorsione, atti intimidatori e danneggiamenti nei confronti di imprenditori e familiari di collaboratori di giustizia, nonchè traffico di stupefacenti.
I provvedimenti cautelari vengono eseguiti gli uomini del Servizio Centrale Operativo (SCO), delle Squadre Mobili di Crotone, Cosenza e Cuneo con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Calabria e del Reparto Volo di Reggio Calabria. L’operazione odierna ha consentito di disarticolare il potente cartello criminale dominante nella città di Crotone, con l’arresto delle nuove leve della cosca che gestivano tutte le attività illecite poste in essere nella città, stante l’attuale detenzione dei capi società.
Dalle indagini è emerso che le famiglie storiche di Crotone dei Vrenna- Ciampà-Bonaventura, dopo i numerosi arresti subiti con le operazioni «Eracles» e «Perseus», hanno deciso di costituire un nuovo cartello criminale, formato dagli uomini più fidati e fedeli, investendo Antonio Gaetano Vrenna della direzione della nuova associazione malavitosa. E’stato anche dimostrato come l’associazione a delinquere abbia basato la fonte dei propri guadagni illeciti prevalentemente sul traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, come cocaina, reperiti attraverso canali preferenziali nella provincia di Reggio Calabria.

L’ATTENTATO AL PM PIERPAOLO BRUNI
Tra gli arrestati anche alcune persone che stavano progettando un attentato ai danni del pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni (nella foto). Il progetto di attentato è emerso nel corso dell’inchiesta, denominata Hydra, che già il 21 gennaio scorso portò a 12 fermi. Dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Crotone è emerso che affiliati alla cosca Vrenna-Ciampà-Bonaventura hanno pedinato in più occasioni il magistrato nonostante fosse protetto dalla scorta.
Agli atti dell’inchiesta c’è anche una frase, emersa dalle intercettazioni, detta da uno degli arrestati poco prima del Natale dello scorso anno: «Adesso facciamo un bel regalo a Pino». Pino è Giuseppe Vrenna, boss della cosca, che proprio in quel periodo ha iniziato a collaborare con la giustizia facendo le prime rivelazioni al pm Bruni. Secondo gli investigatori il «regalo» sarebbe consistito nell’attentato al magistrato. E l’inchiesta di oggi, potrebbe essere solo il primo passo verso una più ampia operazione. A Crotone, infatti, c’è attesa per gli sviluppi che emergeranno dalle dichiarazioni del boss Pino Vrenna, uno dei capi storici della cosca, che dalla fine dello scorso anno ha iniziato a collaborare con gli inquirenti. Le sue dichiarazioni non sono confluite nell’operazione di oggi, ma potrebbero provocare un vero e proprio terremoto. Vrenna, infatti, è a conoscenza di tutti i traffici illeciti dell’organizzazione, ma anche dei rapporti con gli ambienti della politica e dell’imprenditoria instaurati negli anni dalla principale cosca di Crotone. I suoi familiari hanno deciso di rinunciare al programma di protezione dissociandosi anche dalle posizioni del pentito. Ed il figlio di Pino Vrenna, Antonio Gaetano, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbe stato a capo di un nuovo cartello criminale costituito dalla cosca con gli uomini più fidati e fedeli dopo i numerosi arresti subiti con le operazioni Eracles e Perseus. Il gruppo sgominato oggi, basava la fonte dei propri guadagni illeciti su un traffico di ingenti quantitativi di cocaina fatta arrivare dalla provincia di Reggio Calabria. Durante l’operazione sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari nel corso delle quali è stato trovato materiale ritenuto utile al prosieguo delle indagini.

GLI ARRESTATI
Sono complessivamente 28 (sulle 30 chieste dal pm Pierpaolo Bruni) le ordinanze di custodia cautelare emesse da gip di Catanzaro Maria Rosaria Di Girolamo nell’ambito dell’operazione «Hydra» condotta dallo Sco e dalla squadra mobile di Crotone contro la cosca crotonese Vrenna – Corigliano – Bonaventura. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, danneggiamenti, attentati intimidatori ai danni di tre collaboratori di giustizia. Alcuni erano già detenuti dal 21 gennaio scorso quando furono sottoposte a fermo. Le 24 persone portate in carcere sono: Antonio Gaetano Vrenna, di 31 anni, di Crotone, figlio del boss Pino Vrenna diventato di recente collaboratore di giustizia; Damiano Bevilacqua (36), di Crotone; Domenico Bevilacqua (43), di Crotone; Mario Bruni (27), di Torre Melissa; Domenico Ciampà (40), di Crotone; Francesco Ciampà (65), di Crotone; Franco Ciampà (61), di Crotone; Gaetano Ciampà (36), di Crotone; Salvatore Ciampà (40), di Crotone; Salvatore Ciampà (31), di Crotone; Claudio Covelli (29), di Crotone; Pasquale Crugliano (28), di Crotone; Agostino Frisenda (49), di Crotone; Carmelo Iembo (33), di Crotone; Antonio Manetta (26), di Crotone; Giuliano Napoli (23), di Cinquefrondi (Reggio Calabria); Angelo Palermo (60), di Lago (Cosenza); Francesco Passalacqua (31), di Crotone; Giuseppe Passalacqua (25), di Crotone; Leonardo Passalacqua (37), di Crotone; Carla Perri (52), di Cosenza; Francesco Pugliese (33), di Crotone; Mario Stirparo (32), di Crotone; Giuseppe Tricoli (31), di Crotone.
Ai domiciliari sono stati postiLuigi Spagnolo (27), e Armando Taschera (58), entrambi di Crotone. Sono stati, invece, sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, Giuseppe Mesuraca (28), di Crotone, e Youness Zari (26), di Casablanca.

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA