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Michele Laurino, Sindaco di Sant’Angelo Le Fratte è il nuovo coordinatore della assemblea regionale Anci Piccoli Comuni. E’ stato eletto al termine dell’assemblea nel corso della quale, alla presenza di Mauro Guerra, Coordinatore Nazionale Anci Consulta Piccoli Comuni, si è discusso del “ futuro dei piccoli comuni tra federalismo e codice delle autonomie.”
All’incontro hanno partecipato il presidente Anci Basilicata e Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero (in foto), Vincenzo Francomano V. Pres. Anci Basilicata e sindaco di Rotondella, Nicola Vertone Sindaco di Banzi, Domenico Antonio Cavuoti Sindaco di Castelmezzano, Rossella Quinto Sindaco di Acerenza e Fernando Picerno, consigliere comunale di Potenza.
“Oggi –ha detto Vito Santarsiero- parte una nuova stagione all’interno dell’Anci Basilicata che è quella dei piccoli comuni. Una associazione che riveste una importanza fondamentale dal momento che a livello nazionale tiene dentro ben 5800 comuni e che in Basilicata rappresenta l’80% dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti. Ai piccoli comuni guarda anche l’Europa con le politiche di coesione, investendo proprio guardando allo sviluppo di essi. Viviamo –ha aggiunto Santarsiero- una fase di transizione, da un modello centralistico ad un modello federale che ci chiama a sostenere le realtà locali e le unioni dei comuni e a guardare alle Camere regionali delle Autonomie come luogo privilegiato per far partecipare i territori alla governance.”
“Gran parte del Paese, quello rappresentato dai piccoli Comuni, vive situazioni di crescente disagio ed incertezza per il futuro –ha detto Mauro Guerra, Coordinatore Nazionale Anci Consulta Piccoli Comuni- e nelle popolazioni locali cresce la domanda di servizi, congiuntamente alla richiesta di garanzie sempre più vicine a quelle dei residenti nei centri di maggiore dimensione demografica. I 5800 piccoli Comuni, garantiti costituzionalmente, necessitano di una improrogabile e dovuta considerazione attraverso politiche di sviluppo mirate e concertate. La via delle gestioni associate e delle gestioni associate attraverso le unioni o le convenzioni o la fusione è la via obbligata attraverso la quale difendere una possibile reale autonomia che consenta di gestire e garantire alle proprie comunità le funzioni e servizi in modo adeguato. Questa –ha detto- è l’unica prospettiva possibile, purtroppo su questa strada siamo in ritardo e non per responsabilità degli amministratori. Il futuro dei piccoli comuni è quello di gestire in forma associata le funzioni ed i servizi. Dobbiamo batterci –ha concluso Guerra – perché ci sia coscienza nella legislazione nazionale e perché si tenga conto delle specificità territoriali. Sulla soglia demografica minima stiamo trattando. Riusciremo ad avere una norma che fa riferimento alle specificità dei territori.”

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