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Sarebbe bello se dopo ogni buriana ci si potesse sedere intorno a un tavolo,
e discutere a bocce ferme, deponendo le armi. Non sono abituato a infierire,
ma prendo atto che Carlo Vulpio, il giornalista pugliese che scrive sul
‘Corriere della sera’ di cultura, e non più di cronaca, sta oggi subendo sul
suo blog lo stesso trattamento che alcuni di noi hanno subito quando si sono
messi contro la corrente dominante, in dispregio dell’applausometro popolare
e giustizialista (a me hanno dato del mafioso, del venduto, dell’iscritto a
‘busta paga’, e la Sciarelli, che non ho denunciato solo perché lavoriamo
nella stessa azienda, mi ha mostrato a mia insaputa come un mafioso a
braccetto con un altro mafioso, ovvero Michele Cannizzaro, che è l¹uomo meno
mafioso di Basilicata).

Come i nostro lettori sanno, sul ‘Quotidiano della Basilicata’ vige la
regola ­ almeno a partire dal 2007, con l’assunzione della direzione di
Paride Leporace ­ di ‘pubblicare tutte le notizie’, senza innamorarsi né di
alcune notizie in particolare, né di tesi o di teoremi o di umori dominanti
ed egemoni per una certa fase storica. Quando Vulpio prendeva i suoi
applausi nelle pubbliche piazze, noi passavamo le giornate a spiegare agli
odiosi forcaioli perché Michele Cannizzaro fosse una persona pulita (e un
grande manager sanitario), e perché Felicia Genovese fosse un importante
magistrato antimafia, e non i mostri che dicevano di essere i vari Carbone,
Sciarelli, Piccenna, don Cozzi. Pazienza, prima o poi la storia assegna
equamente meriti e demeriti a ciascun essere umano. E il tempo, si sa, è
galantuomo (e non abbiamo l¹ardire di appellarci a Dio, come taluni fanno).

Carlo Vulpio io l’ho criticato apertamente nel libro ‘La commorienza’,
dedicato alla morte dei fidanzatini di Policoro (non è vero, infatti, come
lui sostiene, che Marirosa Andreotta abbia partecipato ai famosi ‘festini’),
e l¹ho subìto in televisione (alla ‘Vita in diretta’) sul caso Claps,
allorquando si ostinava a spiegare/spiegarmi che Danilo Restivo andasse a
suo tempo arrestato per omicidio nonostante l’assenza del corpo e della
stessa certezza che di omicidio si trattasse (provavo a spiegargli le mie
ragioni e l’assurdità delle sue posizioni, ma lui alzava la voce e urlava,
come io non sono abituato a fare, in specie davanti a milioni di persone).
Pazienza, ognuno ha il suo stile.

Prendo atto che oggi lui venga insultato sul suo blog perché candidamente
ammette a ‘Il Giornale’, proprio come Berlusconi, che a suo tempo lui si
candidò all’Europarlamento con l’IDV ‘per non essere arrestato’ (io pure
sono rinviato a giudizio per una querela che mi hanno fatto Galante e
Montemurro a causa della lunga intervista che feci a Michele Cannizzaro sul
³Quotidiano², ma non mi sarei mai sognato di buttarla in politica, oppure di
piangere a destra e a manca. Forse perché ho fiducia nella magistratura,
nelle mie ragioni professionali e nei documenti che leggo e conservo?)

Ma, come dicevo prima, non voglio infierire, anzi, mi piacerebbe che da
questa ‘virata’ di Vulpio nascesse una nuova stagione culturale, una nuova
possibilità di confronto e di riscrittura della storia lucana.

Mi fa piacere che Vulpio oggi collabori con Sgarbi a Rai1, che critichi le
intercettazioni ‘sputtananti’, che dichiari Berlusconi innocente sulla
vicenda Ruby e che critichi finanche Travaglio. Mi fa piacere, tutto questo
cambiamento, perché un seme di complessità e di garantismo io vedo
germogliare nel suo operato (e anche un¹incrinatura del brutto populismo
urlante e massimalista che lo ha reso tutto tranne che intellettuale).

Per anni, invece, in Basilicata alcune persone sono state sputtanate e
condannate mediaticamnente senza pietà anche da lui. E il popolo, divorato
dall¹odio, dall¹invidia e dall¹ignoranza dei fatti, applaudiva alle vagonate
di merda che venivano scaricate sui signori Buccico, Genovese, Cannizzaro,
Bubbico, ecc.

Oggi, se Vulpio è in buonafede come lo siamo sempre stati noi, capirà
finalmente cosa significhi essere insultati per le proprie posizioni, e che
dolore arrechi l’essere additato dalla pubblica piazza quale traditore,
venduto, ‘interessato’, ecc.

Vorrei però porre alcune domande, in conclusione, anche a Vulpio, a cui
dovrebbe stare a cuore la Lucania, visto che per anni ha calpestato nel
nostre lande. E sono queste: è stata migliore la sanità pubblica lucana
senza Michele Cannizzaro (per esempio al San Carlo)? E’ stata migliore la
politica lucana senza Filippo Bubbico? E’ stata più giusta la magistratura
lucana senza Felicia Genovese? E chi ha guadagnato del loro allontanamento
dalla scena pubblica lucana? E dove sono le verità sul caso Claps, sul caso
dei fidanzatini di Policoro, sul caso di De Mare, oggi che i ‘mostri’
massonici e plutocratici sono in esilio? E perché nessuno chiede scusa a
Michele Cannizzaro sulla morte dei coniugi Gianfredi, oggi che conosciamo
mandanti ed esecutori del loro omicidio?

Andrea Di Consoli

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