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Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli ha rivolto un appello al procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, al quale ha chiesto di «non lasciare Reggio e di continuare il suo importante, delicato lavoro nella città dello Stretto, per fare piena luce sulla cosiddetta zona grigia, proseguire, e completare, le indagini sui rapporti mafia-politica per accertare e chiarire se il Consiglio regionale, dopo gli arresti di un consigliere regionale del centrodestra e di altri cinque candidati, è da ritenersi legittimato o non piuttosto condizionato dalla ‘ndrangheta, per come l’indagine sul boss Pelle e i politici amici ha dimostrato. È semplicemente vergognoso e scandaloso – continua – affermare, come ha fatto la Commissione parlamentare Antimafia, che sono solo 44 i candidati indegni tra tutte le decine di migliaia che hanno partecipato alle elezioni amministrative dello scorso anno in Italia. Decine sono le candidature sospette e indegne solo in Calabria, come sta accertando la Procura di Reggio e come acclareranno le indagini dell’altra Procura distrettuale antimafia calabrese, quella di Catanzaro, che ha competenza nelle altre quattro province della regione (Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia). Per questo chiedo a Pignatone di continuare il suo lavoro, di fare chiarezza, quella chiarezza che non ha fatto sino ad oggi la Commissione Antimafia».

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