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E’ UN po’ come se l’altro giorno durante l’incontro tra il ministro dell’Interno Maroni e i rappresentanti delle singole Regioni, l’assessore regionale alla Sicurezza e solidarietà sociale, Attilio Martorano, avesse detto: «Siamo pronti, come Basilicata, a ospitare i profughi libanesi a casa del ministro della Difesa, Ignazio La Russa» senza peraltro avvisare il diretto interessato: ovvero il “proprietario” del luogo, nello specifico la Caserma Lucania di Potenza.
Caserma Lucania che di fatto è, a oggi, un bene di proprietà del ministero della Difesa e non rientra, invece, nell’elenco «dei siti già offerti e resi disponibili (perché da uno screening effettuato risultano in disuso n.d.r.) dal ministero e inviati al ministero dell’Interno per poter essere adibiti ad accogliere profughi». Così il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, in maniera molto elegante, ha voluto fare presente all’assessore Martorano che la sua proposta non poteva venire accolta visto che «l’ex Caserma Lucania» è un bene di cui la Regione non può disporre perchè di “proprietà” di Ignazio La Russa. Non solo. «La Difesa – ha proseguito il sottosegretario – sin dallo scorso anno, accogliendo una specifica istanza del sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, aveva già assicurato la propria disponibilità affinchè la caserma Lucania, permanendo in uso al dicastero, fosse destinata» a ospitare la Legione Carabinieri “Basilicata” e il Comando provinciale di Potenza. L’Arma, infatti, per alcuni compiti, come le missioni di pace, risponde al ministero della Difesa. Difesa che «sia per una questione funzionale, che per una questione economica – hanno spiegato dall’entourage del sottosegretario Crosetto – piuttosto che continuare a pagare il fitto per le strutture che attualmente ospitano i Carabinieri, ha accolto favorevolmente l’istanza del primo cittadino del capoluogo». Primo cittadino che si è detto «contento per quanto dichiarato dal sottosegretario in merito alla conferma di volere proseguire nel percorso già intrapreso per l’ex “Lucania”». Tutto questo «ferma restando – ha concluso Santarsiero – la piena disponibilità, da parte delle città, di fare la sua parte per dare asilo ai profughi libici». Morale della favola l’assessore Attilio Martorano non ne è uscito benissimo. E dire che prima ancora che si tenesse l’incontro con il ministro Maroni, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, era stato uno dei pochi governatori a dare la disponibilità della regione a ospitare profughi pensando, però, di «accoglierli in case vuote in vari paesi della Lucania». Un modo anche «per favorire l’integrazione tra immigrati e cittadini».
Se il sottosegretario alla Difesa, Crosetto, ha usato toni misurati per commentare quella che sembra una gaffe dell’assessore Martorano, ben più duro è stato il parlamentare lucano, nonché segretario della Commissione difesa della Camera, Giuseppe Moles che alla domanda: “ma come mai è stata data la disponibilità della Caserma”, replica affermando: «evidentemente Martorano è stato informato male». Anche se la risatina che accompagna la frase la dice lunga su «quell’informato male».
E se da una parte «sono molto divertito per quanto proposto in conferenza Stato-Regioni», dall’altro «sono profondamente stupito per la superficialità dell’assessore regionale che, pur essendo una persona molto accorta, in questo caso non si è reso conto che la Caserma Lucania, non è un bene di proprietà della Regione, ma del ministero della Difesa».
Stesso stupore «per le dichiarazioni rese dal sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, che ha affermato come l’amministrazione comunale è favorevole alla proposta avanzata» al ministro Roberto Maroni.
«Come ha elegantemente spiegato Crosetto» la struttura che ha ospitato il glorioso Novantunesimo battaglione «non è neanche di proprietà comunale non a caso il sottosegretario ha ricordato al primo cittadino del capoluogo di regione come la Difesa , aveva già assicurato la propria disponibilità affinché la caserma Lucania, permanendo in uso al dicastero, fosse destinata a incrementare la sicurezza sul territorio». E questo «è previsto dalla risoluzione della commissione difesa (risoluzione numero 700219) della Camera, da me presentata un anno fa – ha aggiunto Moles – con la quale il Governo si è impegnato a garantire che la Caserma fosse utilizzata da un altro organismo della Difesa. Organismo che è stato individuato nell’Arma dei carabinieri». Concludendo «è troppo facile fare propaganda politica con beni che appartengono ad altri a dispetto anche del volere di tanti potentini che si sono battuti affinché la struttura di Santa Maria rimanesse un presidio della Difesa».
Alessia Giammaria
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