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CROTONE – La squadra del tecnico Manichini ha battuto l’Empoli per 3-2, al termine di un match dominato e riaperto solo negli ultimi minuti. Il bosniaco, Djuric, va a rete due volte e la seconda rovesciata fa impazzire lo “Scida”. Il Crotone inizia così la rincorsa alla salvezza tenendo fede a quanto dichiarato alla vigilia della gara. L’Empoli che arrivava dal successo sulla Reggina stoppata dal Crotone con un centrocampo corposo che fa da schermo alla difesa con due intercettori come Eramo e Galardo sulle fasce e il play basso Loviso che finalmente mostra il suo estro. Davanti due soldatini di quelli con la carica a molla che corrono su e giù (specie De Giorgio) per procurare palle gol al corazziere Djuric (in foto) che non si fa certo pregare se c’è da fare a manate o a sportellate. Aglietti propone Moro, Musacci e Valdifiori e davanti a loro Signorelli.
I gol della gara: al 13’ del primo tempo è il Crotone ad andare in vantaggio con Vinetot (C) e dopo appena sei minuti arriva il gol di Djuric. Segna sul finire del primo tempo, al 45’ l’Empoli ma al 10’ della ripresa arriva la doppietta del bosniaco. Infine accorcia le distanze l’Empoli al 39’ del secondo tempo con Michelidlidze.

REGGINA – Un risultato prevedibile, il pareggio tra Reggina e Livorno. La gara infatti è terminata sull’1-1. Una partita giocata a ritmi elevati, con grande intensità e lampi di classe da entrambe le squadre che, almeno fino a dieci minuti dal termine, tentano in tutti i modi di vincerla. La Reggina resta a secco di vittorie da quattro turni, ma è saldamente ancorata al quinto posto. Non gli riesce il colpo grosso contro una diretta concorrente, ma almeno dopo essere passata in svantaggio, col solito Bonazzoli, riacciuffa la truppa dell’ex di turno Novellino e la tiene a distanza di sicurezza nella difficile scalata verso la serie A. Novellino per squalifica perde Knezevic in difesa e riabbraccia Schiattarella sulla corsia destra di centrocampo. Così a comporre il solito 4-4-2 davanti a De Lucia, sono chiamati Bernardini, Lambrughi, Miglionico e Pieri; sulla mediana Barusso, Luci, Iori e Schiattarella, in avanti l’imprevedibilità del tandem Tavano-Dionisi. Problemi a centrocampo per Atzori, che deve fare a meno degli infortunati Tedesco, Barillà e Rizzo. Così il trainer ciociaro decide di rivoluzionare l’assetto nei nomi e nei numeri. Manda in soffitta il collaudato 3-5-2 per un più rischioso 3-4-1-2, meno robusto e più votato alla fantasia. Che in alcune fasi di gioco diventa 4-3-3 grazie al moto perpetuo di due mezze punte dinamiche che non danno punti di riferimento agli avversari. Dentro Montiel (centrale al fianco di De Rose), Sarno (ora trequartista, ora seconda punta) e Campagnacci (elastico tra Bonazzoli e centrocampo), fuori Castiglia e i fratelli Viola. Le reti che hanno caratterizzato la gara al 33’ del primo tempo da parte del Livorno, in vantaggio con Dionisi mentre il pareggio degli amaranto arriva sono nella ripresa grazie a Bonazzoli che segna al minuto 21.

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