X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

Da San Luca la cocaina arrivava in Emilia Romagna utilizzando auto a noleggio. Ogni giorno dalla Locride i corrieri si muovevano con almeno tre chili di polvere bianca. I carabinieri del comando provinciale di Bologna sono riusciti a ricostruire la rete, risalire agli organizzatori, e smantellare il gruppo portando a compimento l’operazione “Marte” (nella foto Marte e Pizzata) ed hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare, e 59 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti appartenenti ad un’organizzazione criminale, promossa prevalentemente da soggetti di origine calabrese finalizzata al traffico di stupefacenti. Due la basi operative: una pizzeria, dove la droga veniva consegnata ed un distributore di benzina, dove le dosi venivano confezionate.
L’operazione, denominata “Marte” dal cognome di uno dei promotori, ha preso le mosse da una mirata attività di analisi di possibili infiltrazioni mafiose calabresi nel tessuto economico-produttivo del comprensorio bolognese. Gli investigatori hanno avviato le attività d’indagine nel novembre 2008, focalizzando l’attenzione attraverso servizi di osservazione, pedinamento e videoripresa, su Antonio Marte (30enne di Locri residente a Benestare ) e Saverio Salvatore Pizzata (41enne di Locri residente a San Luca), soprattutto in occasione dei loro spostamenti da San Luca, a Bologna.
Il gruppo calabrese, che per gli investigatori faceva riferimento alla cosca “Nirta-Strangio”, si approvvigionava a San Luca e la cocaina veniva trasportata in Bologna e quindi distribuita ad acquirenti stabili che, a loro volta, ne curavano lo smercio al dettaglio: Antonio Marte si occupava del reclutamento dei corrieri per i viaggi dalla Calabria e del recupero dei crediti presso gli abituali acquirenti (tra cui spiccano Simone Di Carlo, Michele Lauro Ciaccio, incontrato sovente presso il centro commerciale “Lame”, Alessandra Barretta, neo laureata in scienze politiche svolge l’attività di rappresentante per la vendita al dettaglio di ricambi per auto e Giuseppe D’Uva, gestore di un distributore di benzina. Saverio Salvatore Pizzata, si occupava, invece, di gestire direttamente i “carichi” di cocaina provenienti dalla Calabria tramite corrieri. Non tutte le misure sono state eseguite anche perchè alcune riguardano cittadini stranieri (parte dello stupefacente si presume provenisse anche dall’Albania e dall’Olanda). Sono 90, in totale gli indagati e nel corso dell’operazione, partita due anni e mezzo fa, sono stati sequestrati sei chilogrammi di cocaina.

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE