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L’ex collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce (in foto), 30 anni, la figlia del boss Salvatore Pesce, attualmente detenuto e a capo, insieme al fratello Antonino, dell’omonima cosca della ‘ndrangheta, «padrona», insieme ai Bellocco, del territorio di Rosarno è finita in manette per evasione dagli arresti domiciliari ai quali era sottoposta. L’arresto è stato eseguito ad Aprilia (Latina), dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con l’ausilio di quelli di Latina. La donna era in compagnia della figlia più piccola e del compagno che era stato inserito a sua volta nel programma di protezione, revocato il 18 maggio scorso dopo la decisione della Pesce di interrompere la collaborazione. L’uomo, da alcuni giorni aveva fatto ritorno Rosarno, suo paese di origine, abbandonando la località protetta in cui i due si trovavano. L’arresto è avvenuto nel corso di un’attività di controllo dei movimenti di Giuseppina Pesce coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dai Nuclei investigativi del capoluogo calabrese e di quello di Roma che nella fase esecutiva si sono avvalsi dei carabinieri della Compagnia di Aprilia. Ieri mattina, la donna, la figlia ed al compagno, si sono allontanati, a bordo della Lancia Y dell’uomo, dal loro domicilio protetto per recarsi in Toscana. Ieri sera, al rientro, lungo la via Pontina, l’auto è stata fermata e la donna arrestata.

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