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Sono due le relazioni sui conti del Comune di Reggio che certificano cifre diverse del debito. E’ quanto ha dichiarato il sindaco della città dello Stretto, Demetrio Arena, ieri in municipio. Fuori da palazzo San Giorgio, la protesta di Acquereggine, del Terzo settore, il sit-in della Multiservizi; dentro le stanze del municipio la maggioranza decide di arrivare al consiglio comunale, in seconda convocazione, fissata per oggi per votare il riequilibrio di bilancio. A metà mattinata il colpo di scena, il sindaco di Reggio, Demetrio Arena convoca la stampa. Decide la prima uscita pubblica, dopo la relazione degli ispettori del ministero, dopo l’avviso di garanzia per Giuseppe Scopelliti, nella sua veste di primo cittadino di Reggio. La novità è che ieri è arrivata in municipio la relazione della Procura, quella fatta dai Ctu, gli ispettori dei magistrati che indagano sul caso Fallara, due dei quali sono gli stessi che hanno relazionato al ministero e le cifre non tornano. Nell’atto della Procura il debito, secondo quanto afferma il sindaco, è di 80 – 85 milioni di euro, quella inviata al ministero, dopo mesi di lavoro, di 170. Arena lo evidenzia: «La relazione ministeriale non parla di buco, ma di disavanzo».
Il sindaco parla anche di un pericolo di ordine pubblico di infiltrazioni della ‘ndrangheta, di pilotazioni politiche e dice: «Assistiamo in queste ore a episodi sconcertanti, ieri alcuni operai della Multiservizi hanno inscenato un sit-in, la protesta è cresciuta nonostante le nostre rassicurazioni. Si annunciano. Io credo che qualcuno voglia portare il dibattito, che è già cruento sulla stampa, in piazza, personalizzandolo. Ebbene io non ci sto. Noi andremo avanti. Voteremo il riequilibrio, la maggioranza tiene». Arena dunque, ha deciso di non difendersi, ma di contrattaccare: «Non ho mai sottaciuto le difficoltà e l’ho ribadito all’atto del mio insediamento. La relazione degli ispettori ministeriali evidenzia in 22 punti, un disavanzo di bilancio, non un buco che, sia chiaro, di 170 milioni di euro. Il ministero ci invita a chiarire e noi lo faremo».
Il primo cittadino si appella al senso di responsabilità e afferma che prima di prendere decisioni anche sui dirigenti, bacchettati dagli ispettori per una gestione allegra, vuole capire le loro ragioni e dice: «Mi viene detto che sono un tecnico e non un politico, io ora devo salvaguardare l’ente, la città. Il Comune deve rimanere in piedi, deve migliorare e nessuno deve fare terrorismo. – e aggiunge – Quando l’amministrazione ha preso degli impegni li ha mantenuti, abbiamo dato mandato alla Leonia, alla Multiservizi, di pagare gli stipendi, quando lo abbiamo annunciato, è accaduto. Poi ci siamo resi conto che, poichè le società sono “giovani” non sempre i sindacati riescono a tenere i lavoratori, e non è escluso che ci siano delle infiltrazioni di qualcuno che si sente al di sopra delle istituzioni e dei sindacati, mi riferisco alla ‘ndrangheta», e ribadisce: «Abbiamo assistito a gruppi di dipendenti, che ci hanno detto chiaramente “O ci pagate o blocchiamo il campionato europeo di pattinaggio”. Noi vogliamo mantenere gli impegni, ma non ha mai negato la difficoltà che c’è». E qui Demetrio Arena fa riferimento a quello che è accaduto in queste settimane, come i trasferimenti erariali che, in banca, aspettano anche dieci giorni, senza motivo, alla protesta del terzo settore «che ha visto il vescovo arrivare al Comune».
Arena è convinto che ci sia qualcuno che voglia far saltare il banco, anche se è determinato nel suo impegno: «L’amministrazione va avanti. Presto vi darò i dati sulla vendita del patrimonio edilizio. A differenza di altri Comuni noi abbiamo immobili di valore». Si riferisce agli alloggi popolari, ma anche al Miramare, l’albergo di proprietà dell’ente. Poi caccia fuori l’asso: «Noi non abbiamo mai dato cifre. Le daremo dopo aver aspettato tutti i passaggi istituzionali. I rilievi mossi dagli ispettori non parlano di dissesto. Intanto voglio dirvi che mi è stata consegnata la relazione fatta dal Ctu, dagli ispettori della Procura, parlano di un buco che va dai 75 agli 80 milioni di euro». Non fa mai il nome di Scopelliti, Arena ma è chiaro che ci pensa da giorni: «Oggi però vedo che una contestazione del ministero e un avviso di garanzia determinano un massacro».

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