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Il sostituto procuratore generale di Potenza, Gaetano Bonomi (in foto)- indagato nell’inchiesta Toghe lucane-bis della Procura di Catanzaro – ha annunciato che «in assenza di immediate risposte alle sue denunce, comincerà uno sciopero della fame che cesserà solo quando avrò modo di ottenere giustizia da veri giudici».

Parlando con i giornalisti, il magistrato ha inoltre spiegato che la sede di lavoro e di vita sarà il balcone del suo ufficio, all’interno del Palazzo di Giustizia di Potenza, «su cui ho deciso di dimorare fino a quando qualcuno non deciderà di occuparsi seriamente ed efficacemente di questo bubbone della giustizia.

«Sarei – ha aggiunto bonomi – il primo magistrato al mondo a fare uno sciopero della fame». Nelle settimane scorse Bonomi ha presentato diverse denunce alle Procure di Catanzaro e Salerno ritenendo di essere «oggetto di un vero e proprio complotto poliziesco-giudiziario», in riferimento a inchieste che il magistrato ritiene già archiviate, e «di una vera e propria campagna persecutoria ai danni miei e della mia famiglia».

Da ultimo sono arrivate le indiscrezioni di stampa sui contenuti del suo interrogatorio davanti agli inquirenti della Procura di Catanzaro e su un passaggio in particolare in cui venivano chiamate in causa delle consulenze che la figlia, avvocato del foro di Potenza, avrebbe prestato per alcune aziende finite sotto inchiesta.

Un fatto «ripugnante» secondo Bonomi: «Qualche persona che di certo non può definirsi perbene ha inteso coinvolgere nel gossip anche la figura di una mia familiare, che attualmente è in dolce attesa, per cui la stessa avrebbe avuto necessità di non ricevere turbamenti del genere anche in considerazione del suo particolare stato. Ma anche di questo risponderà colui o coloro che hanno sbagliato in quanto la mia reazione sarà impietosa ed inesorabile».

Cosa fare? «Non devo sicuramente essere io ad insegnare il mestiere agli investigatori». Spiega il sostituto pg di Potenza. «Ma sono certo che – una volta chiesti ed acquisiti “determinanti tabulati” (anche quelli dei miei difensori) – sarà facile, facile accertare da chi dei soggetti presenti siano partite le notizie illecitamente diffuse. E’ evidente che nessun interesse poteva sussistere in capo alla mia persona o a quelle dei miei difensori”. Se così non sarà, la sua protesta senza precedenti potrà iniziare.

Leo Amato

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