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Panico tra i genitori degli alunni della classe IV elementare della scuola Cuturella di via Popilia, uno dei quartieri più popolosi di Cosenza dopo la notizia, ieri mattina, del ricovero di un bambino di nove anni nel reparto di Pediatria per meningite. Una ventina di genitori si sono ritrovati davanti al Pronto soccorso dell’Annunziata: «Siamo molto preoccupate per la salute dei nostri figli» dicono alcune mamme. Una delegazione di papà si reca al reparto di pediatria per avere notizie sul caso di menginite, vogliono sapere se è contagiosa perché il bambino ricoverato (il quale sembra stia reagendo bene alla cura antobiotica) è un compagno di classe dei loro figli. Sono stati in contatto fino alla scorsa settimana. Da sabato però il bambino affetto da meningite è rimasto a casa. I medici dell’ospedale non possono intervenire e rassicurano le famiglie: hanno già avvisato l’Asp. I genitori però non si arrendono hanno bisogno di risposte certe. Come non capirli c’è in ballo la salute dei loro figli. Insieme a loro c’è anche il capogruppo di Sel Giovanni Cipparrone che cerca di rassicurare i presenti e addirittura fa parlare le mamme con l’assessore Carmine Vizza. Le mamme non sono convinte «Se succede qualcosa io denuncio tutti non possiamo rischiare così, vogliamo risposte certe sul possibile contagio e su cosa fare ai nostri figli». Intanto dall’ospedale è partita la notifica per l’ufficio dell’Asp, di Igiene pubblica e medicina preventiva, il protocollo che si utilizza in questi casi si mette subito in azione che invia subito la notifica a tutti gli enti e le persone interessate: dal sindaco, al dirigente scolastico, ai genitori e ai medici di base, nella quale comunica che nell’Istituto Scolastico si è verificato un caso di Meningite, malattia infettiva contagiosa, causata da un batterio”. Nella nota dell’Asp è specificato che “il batterio causa di questa meningite è la Neisseria meningitidis (meningococco). I malati di meningite sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici”. L’Asp elenca quali sono i soggetti che devono effettuare la profilassi: i conviventi, chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del paziente, le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti), i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente. “Inoltre, – spiegano ancora dall’Asp – la sorveglianza dei contatti è importante per identificare chi dovesse presentare febbre, in modo da diagnosticare e trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. La vaccinazione protegge dall’infezione e dalla malattia e impedisce la circolazione del batterio nella comunità. Oggi la scuola resterà chiusa e sarà effettuata la disinfestazione dei locali.

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