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POTENZA – Non si concede nulla alla stampa. Sia chiaro. Rimpasto doveva essere e rimpasto di giunta sarà. E così domani a Potenza, nel palazzo della Regione, al primo piano, inizierà il corteo dei segretari e leader dei partiti del centrosinistra della Basilicata. Tutti per il vertice di maggioranza convocato dal presidente della giunta regionale Vito De Filippo che sarà coadiuvato dal segretario del Partito democratico, Roberto Speranza il quale già da qualche giorno aveva dato mandato al governatore di procedere nell’organizzazione degli incontri.
Certo è che non si poteva continuare a far finta che tutto fosse sotto controllo. Per il semplice motivo che non lo è. E quindi da domani partono ufficialmente le trattative per la composizione del De Filippo bis. Quello che dovrà rilanciare l’azione di governo in questo momento complicato per la politica e per l’economia italiana e lucana. Ovviamente al di là delle questioni programmatiche ci sono i nodi politici da risolvere. Innanzitutto quelli interni al maggior partito della coalizione e cioè quel Pd – di cui fa parte lo stesso De Filippo – che vive al proprio interno una serie di fibrillazioni complesse.
Su tutto, per rimanere all’interno del Partito democratico c’è il “caso” dell’assessore Erminio Restaino. Probabile però, che alla vigilia dell’incontro con tutte le forze del centrosinistra qualcosa tra i democratici si sia chiarito. Al momento però Restaino rimane al suo posto e la corrente Franceschini guidata dal deputato Salvatore Margiotta fa quadrato intorno al suo assessore. Allmeno ufficialmente.
Da domani (ma probabilmente già nelle prossime ore) dovrebbe essere più chiaro se il Pd ha trovato una quadratura interna o De Filippo e Speranza procederanno di forza sull’azzeramento di tutta la giunta. Dalle indiscrezioni l’azione di “reset” delle deleghe degli assessori oggi ancora in carica dovrebbe avvenire nella mattinata di giovedì. Si vedrà. In ogni caso al netto delle questioni intestine al Pd (dove in ogni caso il più papabile alla nomina di assessore rimane Marcello Pittella, ma non si esclude nemmeno una soluzione interna ai franceschiniani) non sarà semplice trovare il bandolo della matassa con gli alleati. Alla riunione di domani sono invitati tutti i partiti: anche quelli che erano nella coalizione alle elezioni ma che non hanno eletto loro esponenti in consiglio. Oltre a Sel, Api, Popolari uniti, Udc, Idv e Psi sono stati “convocati” anche i dirigenti del Prc, di Pdci, e gli altri.
Non ci saranno invece, i Verdi che all’invito hanno risposto attraverso una nota: «Non parteciperemo al vertice». Queste le motivazioni in terza persona: «I Verdi non intendono, anche alla luce delle più recenti vicende che hanno scosso il “sistema regionale”, farsi strumentalizzare da chi fin da l’inizio della legislatura non è stato coerente con il programma e con alcune forze della coalizione». E ancora criticano i Verdi: «Il Partito democratico e il governatore De Filippo hanno contrabbandato la nostra partecipazione ai primi incontri per adesione a scelte assolutamente non condivisibili. Il teatrino del maggiore partito della coalizione, con i giochi delle sue mille correnti , contrasta con le esigenze dei cittadini lucani e con la credibilità dello stesso centro sinistra. I verdi potranno riconsiderare la loro posizione e partecipare attivamente ai tavoli di coalizione soltanto in presenza di chiari segnali di volontà di cambiamento, a partire dalle immediate dimissioni dell’attuale inadeguata giunta regionale».
Un’altra tegola dopo i duri attacchi che nei giorni scorsi sono stati mossi al governo regionale amico dai Popolari uniti, da Giacomo Nardiello del Pdci e ancora prima da Giannino Romaniello della Sel e da Rocco Vita e Livio Valvano della Sel.
E’ questo il clima della vigilia al vertice di maggioranza. Per quanto riguarda le indiscrezioni sui nomi, oltre alla “sostituzione” di Restaino che pare scontata ci dovrebbe essere l’uscita dalla giunta di uno o due assessori in carica. E se la posizione della segretaria dell’Api, Vilma Mazzoco (assessore all’Agricoltura) sembra un pò più stabile in discesa sono le “quotazioni” di Rosa Gentile (Infrastrutture). Gli alri tre, Agatino Mancusi, Attilio Martorano e Rosa Mastrosimone dovrebbero essere riconfermati anche se ci potrebbe essere un rimpasto delle deleghe.
Tra loro solo Martorano potrebbe essere riconfermato alla Sanità per proseguire il piano di ristrutturazione del settore che altrimenti rimarrebbe incompiuto. Non è chiaro in ogni caso se le modifiche nelle persone avranno una logica partitica o si punterà di nuovo su esterni o tecnici. Sel e Popolari intanto “scalpitano”.

Salvatore Santoro

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