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Al municipio di San Giovanni in Fiore è giunta una lettera con all’interno una serie di minacce e insulti nei confronti del sindaco, Antonio Barile. La missiva è stata regolarmente protocollata e successivamente il sindaco, dopo averla letta, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Quest’ultimo episodio arriva a distanza di pochi giorni dal consiglio comunale aperto sulla situazione della sicurezza. Nelle settimane scorse il primo cittadino aveva subito la manomissione della sua automobile, telefonate anonime, ed una serie di scritte minacciose comparse sui muri del comune.
Un’intimidazione che arriva dopo il Consiglio straordinario sull’ordine e la sicurezza pubblica che ha visto il sostegno e la partecipazione di moltissima gente, un messaggio recapitato in Municipio ieri e protocollato agli atti, contenente epiteti non proprio gradevoli e avvertimenti sinistri per lui e la sua famiglia. Considerato il protrarsi di tali gravi atti, è giunto il momento di creare in città, a partire dai rappresentanti Istituzionali ai vari livelli, una unità di intenti e di convergenza sulla difesa delle Istituzioni che faccia passare il messaggio che la città, nella sua interezza, non intende sottostare a queste cose che al momento viene difficile classificare.
Le indagini da parte degli organismi competenti, proseguono intanto per cercare di appurare la verità ma è dovere di tutti difendere e proteggere il primo cittadino che rappresenta l’intera città.

BARILE CHIEDE IL SOSTEGNO DELLA SUA COMUNITA’
Lo stesso Barile alla luce del nuovo messaggio afferma: «Sapevo che dopo l’Assise straordinaria che abbiamo tenuto nei giorni scorsi, non si sarebbe esaurita la campagna di odio nei miei confronti, dell’amministrazione e cosa ancora più grave, della mia famiglia. La prova è rappresentata dalla lettera indirizzata al sottoscritto nelle ultime ore attraverso il canale della posta istituzionale del Comune con relativo protocollo e immediata denuncia sottoposta all’attenzione delle forze inquirenti, che peraltro ringrazio per il lavoro di indagine che stanno portando avanti per difendere la mia persona e l’Istituzione che rappresento. Non voglio immolarmi a eroe, ma lanciare con forza un grido d’allarme che è il grido d’allarme per la mia Comunità che ha voluto che diventassi Sindaco, verso la quale ora avverto una situazione reale di pericolo. Io non so ancora dire con chiarezza cosa ci sia dietro a quello che sta accadendo, penso, di essermi espresso durante l’ultimo consiglio comunale anche con dovizia di particolari. Nessuno si senta escluso di dire «No» verso quello che è un tentativo di avvelenare la democrazia nella nostra città alterando i ritmi consueti del dialogo e del confronto che solitamente trova la sintesi nei passaggi elettorali».
«Io – sottolinea Barile – ribadisco la mia volontà di non recedere rispetto alle scelte strategiche che puntano a cambiare San Giovanni in Fiore attraverso una amministrazione oculata che lavora tanto, curando gli interessi di tutti. So di essere sostenuto dalla mia Giunta con la quale sto condividendo tutte le scelte, spingendoci fino alle estreme conseguenze. Tutti sappiano che se c’è qualcuno che pensa di produrre un lento processo di logoramento psicologico verso la mia persona, si sbaglia perchè la missione nobile di portare San Giovanni in Fiore in una dimensione forte, rinnovata e vincente non indietreggia minimamente. È un compito troppo importante che mi sorregge anche di fronte a una situazione reale di pericolo che sto correndo, ma direi che interessa la città nella sua interezza, se è vero che attentare al Sindaco è attentare alla massima Istituzione di un territorio. Il mio è un appello forte – dice il Sindaco – che rivolgo per la gravità sottesa in esso, ai più importanti livelli Istituzionali dentro la cui giurisdizione cade la nostra città. Lo dico ancora e senza tanti giri di parole: chi può agisca, si adoperi, perchè di mezzo c’è la difesa strenua delle istituzioni che di per sè rappresentano la ragione per cui superare nomi, contrapposizioni, polemiche, perchè di mezzo c’è la libertà delle persone di scegliersi la classe dirigente rafforzando l’idea che la democrazia bisogna garantirla sempre, ad ogni costo. In un capolavoro della letteratura « AutodaFè» Elias Canetti dice: « Abbiamo tutti un compito supremo che è quello di custodire delle vite con la nostra vita. Guai a chi non riesce a trovare vite da custodire e guai a chi soprattutto dopo averle trovate non riesce a custodirle». Ecco perchè penso che la vita sia inviolabile sempre, e insieme ad essa le Istituzioni che garantiscono alle persone una vita per cui valga la pena di vivere. Tutti si sentano custodi delle Istituzioni. A San Giovanni in Fiore nessuno dica di non sapere, di non vedere, di non credere. È una responsabilità pesantissima anche semplicemente pensarlo».

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