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Sono parole che fanno male quelle dello zio di Gessica Spina, Giuseppe Scigliano: «Mia nipote è entrata nell’ospedale San Giovanni di Dio con una valigia piena di sogni ed è uscita per finire in una cella frigorifera dell’obitorio». Lo zio della ragazza di 19 anni morta a Crotone dopo un parto cesareo parla della nipote: «Gessica era una ragazza vitale e piena di vita. Era in salute, quando è entrata in ospedale e lo possono testimoniare tutti, le compagne di scuola comprese».
Ed a proposito di scuola, Giuseppe Scigliano annuncia che «sollecitato dalla sue compagne, stiamo pensando di creare una associazione senza fine di lucro, intitolata a Gessica, che possa aiutare altre ragazze. Ciò che è successo a lei – continua Scigliano – non dovrà succedere più a nessuno». Ed è questo il motivo principale della battaglia che sta portando avanti la famiglia della giovane.
«Gessica – continua lo zio – era un’animalista convinta ed aiutava tutti. Adesso, continuerà a farlo l’associazione che porta il suo nome» Lamenta una scarsa attenzione nei confronti di sua nipote, lo zio di Gessica, per i quale sarebbe bastato, forse, soffermarsi un poco di più sulla paziente per vedere cosa stava succedendo. Non hanno – continua Scigliano – chiesto neanche un consulto con altri medici di altri reparti. Nonostante le nostre continue richieste di aiuto, ci dicevano che era tutto a posto e che, forse, la ragazza era un po’ stressata e le davano solo dei calmanti. Invece, la situazione è precipitata e poi non c’è stato più niente da fare».
Oltre che con alcuni medici, Scigliano punta il dito anche contro i politici locali: «Abbiamo avuto l’appoggio dei politici nazionali, ma quelli locali, i rappresentanti nostri alla Regione, non si son fatti neanche sentire». Invocano giustizia e hanno presentato una denuncia alla procura delle Repubblica presso il tribunale di Crotone, i familiari di Gessica.

MERCOLEDI’ L’AUTOPSIA SUL CORPO DI GESSICA
Si attende l’esito dell’autopsia, che verrà effettuata mercoledì, e per la quale la famiglia ha nominato due periti di parte e sul fronte giudiziario, non ci sono novità. Restano sempre dieci le persone indagate dalla Procura della Repubblica, tra medici ed infermieri dell’ospedale, che hanno avuto in cura la diciannovenne. L’accusa ipotizzata è quella di omicidio colposo.
Il neonato, che gode di buona salute, è stato dimesso dall’ospedale ed è stato portato a casa della nonna; quest’ultima sarà sentita nuovamente dagli uomini della squadra mobile che sta indagando sul caso, per acquisire ulteriori elementi. Intanto, sono attesi per domani gli ispettori inviati dal ministro della salute Renato Balduzzi, che ha disposto un’ispezione urgente. Sono tre i casi che hanno riguardato il reparto di ginecologia del nosocomio crotonese solo nel 2011, di cui uno con esito infausto; gli altri due hanno visto si le pazienti salvarsi ma dopo aver rischiato seriamente di morire e con strascichi anche sulla vita futura. E’ già al lavoro, invece, da sabato, la commissione interna dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, coordinata dal direttore sanitario del presidio, Angelo Carcea.

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