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Dovranno comparire nuovamente davanti ai giudici della Corte d’appello di Catanzaro i 92 imputati, sia i 57 condannati che i 35 assolti, coinvolti nelle inchieste Heracles e Perseus, condotte contro presunti affiliati alle cosche della ‘ndrangheta di Crotone. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza d’appello emessa nell’aprile scorso e rinviato gli atti ad una nuova sezione della Corte d’appello. Secondo la Cassazione, i giudici d’appello avrebbero dovuto dichiarare ammissibile il ricorso del pm Pierpaolo Bruni nel quale si chiedeva, tra l’altro, la deposizione di un nuovo collaboratore di giustizia, Pino Vrenna, ritenuto il capo dell’omonima cosca. Inoltre la Cassazione muove dei rilievi ai giudici d’appello sul riconoscimento della continuazione per alcuni resati, sul mancato riconoscimento dell’aggravante delle modalità mafiose e sulla concessione delle attenuanti generiche. Le inchieste, coordinate dalla Dda di Catanzaro, hanno riguardato le cosche Vrenna-Corigliano-Bonaventura e Macrì di Crotone; Megna e Russelli di Papanice.

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