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MONASTERACE – Volto coperto, addosso abiti scuri. Abbastanza giovane, probabilmente. Un po’ tarchiato. E’ l’identikit dell’uomo che, la sera di mercoledì scorso, tra le 22,30 e le 23, ha sparato quattro colpi di pistola di grosso calibro sulla macchina del sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta. Uno dei proiettili, è andato a colpire la saracinesca della farmacia di proprietà della stessa. Infatti, la Fiat Panda del primo cittadino era parcheggiata davanti allo stabile di proprietà della sua famiglia, sul corso principale della marina del centro jonico reggino. 

Quasi certamente, il malvivente che ha compiuto l’atto intimidatorio, sapeva che la zona era videosorvegliata. I carabinieri, subito dopo essere venuti a conoscenza di quanto era successo, hanno avviato le indagini e sequestrato il filmato registrato dalle telecamere a circuito interno della farmacia. In queste ore stanno continuando a visionare le immagini girate, ma sembra che ancora non siano emersi elementi di rilievo a causa della scarsa nitidezza delle stesse, causa l’oscurità e la lontananza. E’ chiaro, comunque, che l’attentatore è arrivato a piedi nel punto in cui ha azionato il grilletto della sua pistola. Sicuramente ha aspettato un po’ di tempo nelle vicinanze prima di entrare in azione. 

Fino a pochi minuti prima era in servizio un pattugliamento dei carabinieri proprio nello spiazzo di fronte alla farmacia. Non ci sono testimoni ma più di qualcuno pare abbia sentito i colpi della pistola, anche a distanza di cento duecento metri. E sempre sul fronte delle indagini, le forze dell’ordine hanno immediatamente intensificato pattugliamenti e perlustrazioni in tutto il paese, anche nelle ore notturne. Per il resto, nulla trapela di tutto il lavoro investigativo che si sta compiendo anche per capire la matrice dell’intimidazione. Intanto, per martedì prossimo, il rappresentate dell’Ufficio territoriale del Governo, ha convocato una riunione operativa con i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine provinciale per discutere della vicenda che ha interessato il sindaco del comune di Monasterace e per esaminare la situazione dell’ordine e sicurezza pubblica nel territorio ed adottare le misure di vigilanza opportune, attraverso mirati e straordinari controlli da parte delle forze dell’ordine, con l’ausilio dei Reparti anticrimine della Polizia di Stato e del Gruppo operativo dei carabinieri. 

Si vuole fare capire che chi ha ordinato e  compiuto l’azione intimidatoria nel confronti del primo cittadino di Monasterace ha fatto un errore gravissimo. Maria Carmela Lanzetta, rieletta sindaco a maggio dello scorso anno, a conclusione del suo primo mandato, ha subito in circa dieci mesi due pesanti attentati. L’anno scorso, verso la fine di giugno, un incendio doloso ha distrutto quasi completamente la sua farmacia, mettendo a rischio la vita dei familiari dell’amministratore pubblico. Ora i colpi di pistola. Tutto ciò ha causato le dimissioni di Maria Carmela Lanzetta dalla carica rivestita. Il sindaco ha gettato la spugna, dice in via definitiva. Ma questo lo si saprà tra venti giorni, entro cui potrebbe ritirare le proprie dimissioni. E sono anche molti, in queste ore gli incoraggiamenti alla Lanzetta, a tirare avanti con coraggio nell’attività amministrativa. Mollare, sono tutti d’accordo, significherebbe darla vinta ai criminali che stanno mettendo a repentaglio la serenità di chi quotidianamente si impegna con coraggio ad amministrare un paese, che dopo l’ultimo evento delittuoso, è rimasto fortemente turbato. Al sindaco dimissionario di Monasterace ha telefonato ieri il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, per esprimerle “la solidarietà e l’affetto di tutto il partito”. Il leader del Pd ha annunciato al sindaco un’iniziativa per sollecitare l’intervento del Governo, delle forze dell’ordine e della magistratura “al fine di stroncare una intollerabile situazione di minaccia verso chi intende condurre l’azione amministrativa nel solco della correttezza, della legalità e del rifiuto di ogni intimidazione e di ogni ricatto”. Solidarietà, ancora, dalla capogruppo del Pd in Commissione Antimafia, Laura Garavini, da Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, che ha annunciato per i prossimi giorni una sua visita a Monasterace, dalla deputata Maria Grazia Laganà Fortugno, che dopo la visita personale ha inteso rendere pubblico il suo pensiero di solidarietà, anche per denunciare “il livello spaventoso di pressioni criminali” indirizzate nei confronti del sindaco. Attestati di vicinanza dal presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd, Alfredo D’Attorre, commissario regionale dello stesso partito in Calabria, del presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, e del candidato sindaco di Catanzaro, Salvatore Scalzo, che si sofferma sulla “necessità di un lavoro congiunto da parte di tutti gli amministratori che non vogliono piegarsi alle mafie, sull’esigenza di una maggiore vicinanza a chi si espone in prima persona per contrastare l’illegalita’ e i poteri criminali della nostra regione”. 

E riferendosi alla pesante intimidazione subita da Maria Carmela Lanzetta, parla di «un brutto segnale quello che ci giunge da Monasterace: un’amministratrice forte e competente, proprio per queste sue caratteristiche, che altrove sarebbero garanzia di buon governo, è costretta a lasciare il suo ruolo dopo che i cittadini le avevano affidato le chiavi del Municipio».

Ma gli attestati di solidarietà e gli inviti a continuare, rivolti al primo cittadino, si moltiplicano e valicano i confini regionali.

 

 

 

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