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L’INCHIESTA parte dalle procure di Reggio Calabria e Napoli, in collaborazione con quella di Milano, e arriva direttamente nei palazzi della Lega Nord, coinvolgendo direttamente dirigenti di primo piano del partito. Un terremoto giudiziario che travolge il tesoriere della Lega Francesco Belsito (e altre due persone, entrambi imprenditori di rilievo, Stefano Bonnet e Paolo Scala) indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Per questo, Carabinieri e uomini della Guardia di finanza si sono presentati oggi nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, ma anche nella sede del colosso Siram, Spa, una società che si occupa di innovazione tecnologica. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pm Roberto Pellicano e Antonio Filippini, mentre nella sede del Carroccio è presente anche il pm Henry John Woodcock.

COLLEGAMENTI PERICOLOSI. La procura di Reggio Calabria, secondo quanto sta trapelando, sarebbe interessata all’inchiesta per alcuni collegamenti tra gli uomini d’affari indagati a Milano e altre persone, forse legate alla criminalità organizzata. Nulla ancora è certo, ma sarebbe questo il motivo per cui a coordinare le indagini per Reggio è il sostituto della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Lombardo. E c’è un nome, in particolare, che legherebbe l’inchiesta sul tesoriere della Lega con la ‘ndrangheta. Si tratta di Romolo Girardelli, un procacciatore di business che nel 2002 era stato indagato per associazione di stampo mafioso. Sarebbe lui uno degli uomini d’affari vicino alla cosca De Stefano di Reggio Calabria. Ed indagando sul procacciatore, la Dda reggina sarebbe finita con l’incrociare affari tra lo stesso Girardelli e il tesoriere del Carroccio. 

L’INDAGINE. Secondo quanto è stato possibile ricostruire al momento, sono tre i filoni su cui si muovono le indagini. Per Belsito i reati sarebbero stati commessi tra il 2010 e il gennaio del 2012, con la procura di Napoli che ipotizza una truffa sui rimborsi elettorali,  mentre a Milano si ipotizza l’appropriazione indebita per aver sottratto denaro alla Lega Nord. Con Belsito sono indagati anche Stefano Bonet e Paolo Scala, per gli investimenti fatti dalla Lega in Tanzania, che avevano provocato polemiche anche dentro il partito. L’inchiesta della procura di Napoli scaturisce dall’indagine che portò al coinvolgimento del direttore dell’Avanti! Valter Lavitola e dell’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. I magistrati di Napoli sono alla ricerca di prove in relazione al presunto riciclaggio e indagano in particolare sui rapporti tra un imprenditore veneto e il tesoriere della Lega Francesco Belsito. 

La Lega non sarebbe coinvolta direttamente e in un comunicato il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati scrive di ipotesi di accusa di denaro sottratto al partito. “Sono state eseguite perquisizioni nei luoghi in disponibilità degli indagati, nonché di soggetti loro collegati”, si legge nel cominicato. La procura della Repubblica di Milano, si legge ancora nella nota, “procede per il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito Francesco, Scala Paolo e Bonet Stefano, con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord”. I pm procedono “inoltre per il delitto di truffa aggravata ai danni dello stato a carico dello stesso Belsito con riferimento delle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali”. La procura, infine, procede “per truffa ai danni dello Stato a carico di Bonet Stefano e Belsito Francesco con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram Spa con sede a Milano”. I presunti reati sarebbero stati commessi “in Milano e altrove dal 2010 al gennaio 2012”.

PM WOODCOOK. Il pm Henry John Woodcook ha lasciato la sede federale della Lega Nord, dove sono in corso le perquisizioni. «Non vi posso dire niente», ha replicato ai giornalisti. A chi gli chiedeva se c’è stata collaborazione da parte dei leghisti, ha risposto: «Certo». Perchè c’era anche lei? «Vado spesso».  

 

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