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VIBO VALENTIA (VV) – Due medici sono stati denunciati dai Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con le i accuse di falsità commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico, sostituzione di persona e truffa ai danni dello Stato. La vicenda è nata da una segnalazione della Direzione Sanitaria dell’ASP di Vibo Valentia che aveva comunicato agli uomini della Stazione Carabinieri del capoluogo una serie di lamentele circa alcune dubbie prestazioni sanitarie da parte di un noto medico. Secondo la denuncia, il medico di base convenzionato con l’ASP firmava delle ricette ad un proprio collega non convenzionato che riceveva i propri pazienti in uno studio sito a pochi passi dal centro cittadino. In questo modo non solo il medico non convenzionato visitava i propri pazienti facendoli figurare come pazienti del collega ma, grazie alle ricette firmate, poteva prescrivere esami e medicine a carico del servizio sanitario nazionale senza averne alcun titolo e provocando un grave danno alle casse dell’erario. Per giorni i Carabinieri hanno osservato i movimenti nello studio medico incriminato ed hanno constatato come effettivamente il via vai di malati era continuo ma questi, invece di andare nello studio medico convenzionato, si recavano a pochi passi di distanza in quello non convenzionato, uscendone però sempre muniti della prevista ricetta «rossa» rilasciata dai sanitari accreditati all’ASP. I due medici, non solo visitavano un numero elevatissimo di malati ma erano anche in grado di avere notevole tempo libero. I i militari sono entrati in azione sorprendendo il medico non convenzionato intento a svolgere le proprie quotidiane visite nello studio non autorizzato. Come se non bastasse i Carabinieri hanno anche trovato e sequestrato ben 18 ricette rosse già firmate dal medico convenzionato e non ancora recanti gli esami ed i medicinali prescritti. Pochi minuti dopo la loro irruzione i Carabinieri sono anche stati raggiunti dal legittimo titolare del ricettario sequestrato che ha tentato di giustificare la propria assenza asserendo di essersi allontanato solo un momento per correre in bagno. I due professionisti non solo dovranno rispondere del danno arrecato all’erario e degli altri reati contestatigli davanti al Tribunale del capoluogo, ma dovranno anche giustificare la propria condotta davanti ai competenti uffici dell’ASP. 

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