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REGGIO CALABRIA – La Quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi presentati dall’avvocato Antonio Managò, difensore di Francesco Crea, ed avvocato Antonino Napoli, difensore di Carmelo Zagari e di Ernesto Fazzalari, avverso l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Calabria per associazione mafiosa a carco di Carmelo Zagari, Ernesto Fazzalari e Francesco Crea. I tre – secondo quanto riferito dagli stessi legali – erano stati arrestati come appartenenti alla ‘ndrangheta affiliati al clan Zagari-Fazzalari di Taurianova, nell’ambito delle operazioni «Taurus» e «Venerdì nero». A Carmelo Zagari ed Ernesto Fazzalari, difesi dall’avvocato Antonino Napoli viene contestato il ruolo di direzione della ‘ndrina, con compiti di decisione, pianificazione e individuazione degli obiettivi da perseguire. A Francesco Crea, difeso dall’avvocato Antonio Managò, viene contestato il ruolo di partecipe, all’attivita della ‘ndrina inquanto, su ordine dello Zagari e di Fazzalari, avrebbe imposto al marchese Riccardo De Riso Paparo-Gagliardi ed agli acquirenti dei terreni ceduti da quest’ultimo il versamento agli indagati di una parte rilevante delle somme corrisposte in occasione del trasferimento dei fondi dell’ex feudo Gagliardi. Gli avvocati degli indagati hanno contestato la ricostruzione accusatoria ritenendo che si sia trattato di una legittima operazione commerciale a cui lo Zagari avrebbe partecipato senza alcuna imposizione del metodo mafioso. Secondo gli avvocati Napoli e Mangò «l’operazione commerciale non rappresentava nè la manifestazione della forza di intimidazione del metodo mafioso nè un’estorsione, mancando la violenza o la minaccia anche nella forma implicita o indiretta, ma una mera attività di natura speculativa che ha interessato Francesco Crea, intermediario delegato da De Riso, Carmelo Zagari, acquirente e rivenditore, e Domenico Gallo, che ha acquistato e rivenduto alla Gioia Bit. La Corte Suprema di Cassazione, condividendo gli argomenti degli avvocati Managò e Napoli, ha annullato l’ordinanza rinviando gli atti al Tribunale della Libertà di Reggio Calabria per un nuovo esame. Zagari e Crea sono rimasti liberi mentre Fazzalari è latitante per un altro procedimento. 

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