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CATANZARO – Indossano giacche, tailleur e cravatte. Invece di libri e cartelle hanno borse, tracolle e Ipad. L’emozione è da primo giorno di scuola. In questo clima si insedia il nuovo consiglio comunale. L’emozione la fa da padrone, almeno nei momenti iniziali di insediamento e sopratutto per i nuovi arrivati. Proprio come a scuola, poi, durante le ore, l’emozione e lo spaesamento sono scomparsi. Sergio Abramo, annuncia di essere pronto a lasciare la guida della Sorical in caso di incompatibilità con la carica di sindaco.  La maggioranza fa quadrato intorno a lui. La minoranza tira fuori le unghie. Un’operatrice racconta la seduta con il linguaggio lis. Il pubblico, folto e appassionato, segue i lavori. Si suona l’inno d’Italia. Si completano le operazioni di rito e si apre il dibattito. L’atmosfera si surriscalda. Riaffiorano prepotentemente i veleni della campagna elettorale. Il pubblico si divide. Applaude alle parole di Ivan Cardamone (Pdl) “avete perso le elezioni, accettatelo”. Apprezza quelle del leader dell’opposizione, Salvatore Scalzo: “esistono due verità quella formale e quella sostanziale”. L’assessore Lomonaco si arrabbia. Il vicesindaco lo calma. Si passa ai voti. L’aula approva la proclamazione dei consiglieri. Il sindaco giura fedeltà alla Costituzione. Indossa per la terza volta la fascia tricolore. Presenta la sua giunta e vota, per primo, per la presidenza del Consiglio. L’urna è piena. La minoranza lascia la scheda in bianco. Costanzo (Pdl) lascia l’aula al momento del voto. Dodici schede bianche, 19 preferenze per Cardamone e una per Roberto Rizza. Qualcuno, in maggioranza, ha dato forfait. I voti della maggioranza (senza Costanzo) non bastano per eleggere al primo turno il numero uno dell’aula. Bisognerà aspettare la prossima seduta e affidare a  17 fedelissimi della maggioranza l’indicazione del presidente. Rinviata anche l’elezione del vicepresidente e della commissione elettorale.

 

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