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RIZZICONI –  E’ stata eseguita stamattina nell’ospedale di Polistena l’autopsia sui corpi di Remo Borgese e dei figli Antonio e Francesco, uccisi nella notte tra martedì e mercoledì scorsi a Rizziconi. Dall’esame ha trovato conferma il fatto che a sparare contro Borgese ed i figli è stata una sola persona, armata di una pistola calibro 9. Antonio, raggiunto da una pallotta al cuore, e Francesco Borgese sono morti all’istante, mentre il padre dei due giovani, che ha ricevuto due colpi alla schiena e ad un gluteo, è deceduto durante il trasporto in ospedale. Complessivamente l’assassino ha sparato dieci colpi, andati tutti a segno.

Intanto, è ancora irreperibile il giovane sospettato di essere il responsabile della strage. La Polizia sta intensificando le ricerche del sospettato, la cui identità non è stata ancora resa nota, ma del giovane, al momento, non c’è traccia. La Procura della Repubblica di Palmi non ha emesso alcun provvedimento restrittivo, ma Squadra mobile di Reggio Calabria e Commissariato di Gioia Tauro, che stanno conducendo le indagini, nel momento in cui dovessero rintracciare il sospettato, potrebbero adottare nei suoi confronti un fermo d’iniziativa in considerazione del fatto che gli indizi a suo carico sono molteplici e fanno propendere in modo evidente per una sua responsabilità nel triplice omicidio. Gli investigatori, inoltre, non escludono, anche se mancano al momento elementi di riscontro, che il sospettato fosse in compagnia di qualcuno nel momento in cui ha commesso il triplice omicidio. È certo, comunque, riferiscono ambienti investigativi, che a sparare sia stato soltanto lui. In ogni caso gli investigatori non ipotizzano, al momento, nessun altro movente che non sia quello della lite che uno dei figli di Remo Borgese avrebbe avuto in precedenza proprio col giovane sospettato di avere commesso il triplice omicidio. Dopo la lite, Remo Borgese, insieme ai figli ed al nipote che è rimasto ferito, ha incontrato il giovane col quale c’era stata la discussione, forse per una ragazza, per tentare un chiarimento. Ma il colloquio sarebbe presto sfociato in una discussione al culmine della quale è avvenuto il triplice omicidio. Gli elementi di prova a carico del giovane sospettato devono ancora essere riscontrati, ma la dimostrazione della sua responsabilità, si fa rilevare in ambienti investigativi, è data dal fatto che si è reso irreperibile. Il giovane ricercato non è un pregiudicato e non è legato ad ambienti di ‘ndrangheta, anche se il fatto che si sia presentato all’incontro con Remo Borgese ed i figli con una pistola calibro 9 fanno intuire, in un certo senso, la sua personalità.

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