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REGGIO CALABRIA – Leone Pezzimenti, latitante dal 2010, è stato catturato la scorsa notte all’aeroporto romano ‘Leonardo da Vinci’. L’uomo, 31enne nato a Reggio Calabria e residente a Brancaleone, è stato arrestato allo scalo aeroportuale della capitale proveniente da Bruxelles. 

A mettere fine alla latitanza di Pezzimenti, considerato elemento di primo piano nel panorama criminale della ‘ndrangheta calabrese, operante nella fascia jonica reggina, e dedito al traffico internazionale di stupefacenti, sono stati gli uomini della squadra mobile di Reggio e del commissariato di Condofuri, rispettivamente diretti dal primo dirigente Gennaro Semeraro e dal vicequestore aggiunto Filippo Leonardo, con la collaborazione della squadra mobile di Roma diretta dal primo dirigente Renato Cortese. Pezzimenti era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 16 novembre 2010 dal gip di Milano per traffico di stupefacenti. 

Il latitante arrestato nel corso della notte nell’aeroporto di Fiumicino, era appena sbarcato da un volo da Bruxelles.   Gli investigatori ritengono che Pezzimenti abbia trascorso i due anni di latitanza in Sud America. Le indagini puntano adesso a ricostruire gli spostamenti dell’uomo. Quando è stato fermato dagli agenti, Pezzimenti ha mostrato una carta d’identità con la sua foto ma con le generalità del fratello che vive a Roma.  L’uomo, nato a Reggio Calabria e residente a Brancaleone, da tempo si era trasferito a Milano da dove, secondo gli investigatori, gestiva un traffico di droga. Da alcuni giorni, gli uomini della mobile reggina, avuto sentore che Pezzimenti potesse fare ritorno in Italia, si trovavano all’aeroporto di Fiumicino, dove stanotte l’uomo è stato bloccato. 

Pezzimenti, per l’inchiesta milanese, è stato condannato in primo grado dal tribunale, il 25 maggio scorso, a otto anni di reclusione e 60 mila euro di multa.   Nel 2000 l’uomo fu arrestato con l’accusa di essere il responsabile dell’omicidio di Massimiliano Callea, avvenuto a Brancaleone. Per quel delitto Pezzimenti è stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione ed assolto in appello.   Secondo le indagini condotte dalla squadra mobile di Milano, che sono alla base del provvedimento per cui era ricercato, Pezzimenti era in grado di immettere sul mercato milanese consistenti quantitativi di sostanza stupefacente. L’organizzazione di cui avrebbe fatto parte, secondo l’accusa, acquistava ingenti quantitativi di cocaina da fornitori serbo-montenegrini, per quantitativi non inferiori a 40-50 chili per volta e per un totale non inferiore a 700-800 chili che venivano poi venduti sulla piazza milanese. L’associazione, avvalendosi del contatto diretto con i montenegrini che detenevano una posizione dominante sul mercato, aveva occupato in breve tempo uno snodo strategico nella distribuzione della cocaina. 

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