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CATANZARO – Ex dipendenti Phonemedia, ma anche tanti altri precari, esasperati da promesse che non scaturiscono in alcuna garanzia per il futuro. Per questo, da ieri, hanno dato vita ad una protesta ad oltranza a Catanzaro. La scorsa notte hanno dormito nel palazzo comunale, mentre stamattina una delegazione ha incontrato il prefetto Antonio Reppucci. L’obiettivo è quello di avere certezze sul futuro. In discussione i fondi per la mobilità che sarebbero finiti senza che ancora sia stata trovata una soluzione per il futuro.
Per Phonemedia, il maxi call center di Catanzaro finito in una bolla di sapone, lasciando centinaia di persone a spasso, la situazione è drammatica. Due anni di cassa integrazione, poi la disoccupazione, quindi la mobilità, ma i fondi non ci sono e la situazione diventa insostenibile. Il prefetto Reppucci ha raccolto le motivazioni della protesta e si è messo in contatto con le istituzioni interessate, a partire dalla Regione, nel tentativo di sbloccare la vertenza.
Il malumore rischia di crescere di giorno in giorno. Tra i manifestanti di Catanzaro c’è chi racconta di mesi e mesi di stipendi arretrati, e persino la mobilità non verrebbe corrisposta da quasi un anno. Intanto, il 5 febbraio le organizzazioni sindacali scenderanno in piazza proprio nel capoluogo calabrese. In quella occasione è previsto l’intervento di Cgil, Cisl e Uil sull’emergenza mobilità in deroga e sui ritardi della Regione.

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